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Un luglio piovoso

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Maltempo in luglio

Maltempo in luglio

Non ricordo a mia memoria un luglio più piovoso. Sembra che non si verificasse un’estate altrettanto umida e fredda almeno dagli anni ’70. Una perdita notevole per il turismo e l’economia dello svago all’aperto. Un danno anche per l’agricoltura. Per la fauna e per la flora un po’ di disorientamento: con le cicale che esitano a cantare, i prati che indugiano a seccarsi e a colorare di giallo la tipica estate italiana, abbagliante e caldissima.

Dal punto di vista ambientale le frequenti piogge sono perlopiù positive. Un balsamo che in modo insperato lenisce le piaghe stagionali cui siamo abituati: incendi boschivi, siccità, ondate di calore. L’umidità e le pioggerelline hanno anche regalato al tramonto intense e variopinte sfumature di colori.

Pioggia d'estate...

Pioggia d’estate…

Il clima è variabile per sua stessa natura. Secondo i meteorologi le cause di questa estate insolita andrebbero ricercate nelle perturbazioni dello scorso inverno che hanno abbassato oltremodo la temperatura delle acque dell’Atlantico. Inoltre il caldo africano avrebbe avuto un’influenza debole alla nostra latitudine a causa dell’interazione col Monsone indiano (sic).

Vista la molteplicità dei fattori fisici in gioco è ardito asserire che questo luglio così anomalo costituisca una prova ulteriore dell’alterazione del clima in atto su scala mondiale. Nondimeno il dubbio dovrebbe indurre ciascuno a riesaminare il proprio stile di vita. Ricordando sempre che la Terra è la casa in cui abitiamo; che tutte le offese che vi arrechiamo, grandi o piccolissime che siano, si ritorcono immancabilmente a danno di tutti gli essere viventi e di noi stessi.

Tramonto del 12 luglio 2014 (Monte D'oro, Esperia)

Tramonto del 12 luglio 2014 (Monte D’oro, Esperia)

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Uno sconvolgimento del clima su scala mondiale

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Caro Beppe, il fatto che in Italia abbiamo avuto un maggio piovoso vuol dire forse che le esortazioni (di esperti ed “ambientalisti”) di inizio primavera a consumare meno acqua fossero infondate? C’è da chiedersi: dovremmo imparare a consumare meno acqua solo per passare quest’estate del 2007, o piuttosto perché i turbamenti del clima causati dall’uomo renderanno sempre più frequenti i problemi di approvvigionamento idrico? A rifletterci seriamente, è vero l’inverso. L’Italia paga piuttosto la poca lungimiranza (o le logiche clientelari) dei decenni passati. Il nostro Paese è più esposto a crisi idriche di quanto avrebbe potuto essere se avesse speso meglio (in termini di infrastrutture, ma anche di educazione) le risorse economiche tipiche di una grande nazione industrializzata. Nel 2004 ricordo che fu pubblicata nella rubrica delle lettere del Corriere (cartaceo) uno scritto del medesimo tenore. In effetti c’era stato un agosto mite e quasi freddo, nonostante i timori di inizio estate. In buona sostanza l’autore, (un agronomo) accusava i “verdi” di allarmismi inutili e temeva volessero togliergli il diritto di usare liberamente l’auto. Ebbene, l’autunno successivo meteoricamente fu un disastro sia in termini di precipitazioni che di inondazioni. Da allora più nessuno (o quasi, a quanto pare) nega che uno sconvolgimento climatico è in atto su scala globale.

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