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Sabaudia dopo il V-Day

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Ieri sono stato a un’ottantina di chilometri dal mio paese, nella città di Sabaudia (LT), per assistere ad uno spettacolo di Beppe Grillo. Come era prevedibile il noto comico ha fatto più volte riferimento al successo dell’evento che si era tenuto appena il giorno prima: il “V-day” (V come… vendetta). In sole 24 ore, in circa 260 piazze italiane, oltre che in una quarantina di città estere, sarebbero già state raccolte 300.000 firme per una legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito”, i cui capisaldi sono i seguenti:

1) No a parlamentari con condanne penali;
2) Limite di due legislature per ogni parlamentare;
3) Elezione diretta (nominativa) dei parlamentari.

Io stesso ho avuto modo di apporre convintamente la mia firma, sia pure con difficoltà, appena in tempo prima della sortita del comico genovese, perché le code ai banchetti erano così lunghe da far desistere i più.
Beppe Grillo ritiene che il V-day dello scorso 8 settembre sia stato solo l’inizio, il principio di un “rinascimento italiano” che dovrebbe vedere i cittadini riappropriarsi del mandato usurpato da governanti e soprattutto da partiti corrotti.

I politici di vari schieramenti hanno risposto all’affondo di Grillo perlopiù con toni sarcastici e supponenti. Eppure il clima potrebbe essere non molto diverso da quello del 1993, quando Craxi e altri cialtroni della sua risma ostentavano ancora arroganza, non cogliendo il vento di disapprovazione che sarebbe montato di lì a poco contro di loro.

Certo, il rinnovamento sembra ostacolato, tra le altre cose, anche da un’informazione che è in gran parte imbavagliata da interessi di varia natura. Del resto nelle sue invettive Grillo non ha risparmiato proprio nessuno dei “poteri forti” che tengono le redini del Paese prendendosi gioco occultamente delle vite dei singoli.
Forse il Grillo si illude e ci illude. Ma ogni cittadino onesto che si augura un’Italia migliore non può non lasciarsi coinvolgere dal suo entusiasmo e dalla sua determinazione per la verità e la giustizia.

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Laura e Robert

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Oggi si è celebrato nella chiesetta del paese montano di Spigno ”Vecchio” (LT)  il matrimonio tra mia cugina Laura e Robert. Laura da pochi anni vive e lavora in Polonia dopo essersi laureata in lingua polacca. Robert non parla italiano e spicca soprattutto per la sua altezza. Terminato il rito religioso il pranzo è stato organizzato mediante un servizio di catering presso l’antico castello medievale di Minturno. Di lì una suggestiva veduta sul litorale di Scauri e sul golfo di Gaeta.

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Cava di Bagno Regio (VT)

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Oggi sono stato per la prima volta all’interno di una cava di pietra basaltica sita in provincia di Viterbo. Insieme a mio zio e mio cugino ci siamo recati lì per mettere a punto un paio di macchine tagliaroccia che vi abbiamo consegnato di recente.
Il clima del luogo era molto assolato e luminoso eppure non troppo caldo.Il paesaggio della cava, con le sue tipiche pietre grigie e l’abbondanza di polvere, aveva un aspetto quasi lunare.
Al ritorno abbiamo attraversato l’Umbria e l’Abruzzo, visitando fugacemente, per motivi di amicizia, un’azienda specializzata nell’assemblaggio di schede elettroniche. Sono rimasto colpito sia dalla strabiliante velocità con la quale i macchinari posizionano automaticamente microelementi sulle schede, sia dalle decine di ragazze ai banchi di lavoro per le rifiniture manuali.

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Assemblea di distretto 2007

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Ieri sono stato all’assemblea di distretto dei Testimoni di Geova. L’evento, dal titolo “Segui il Cristo!” si è svolto nello stadio Olimpico di Roma e ha raccolto 20.146 persone provenienti dal Lazio e dall’Umbria. Nella sessione di ieri (la seconda di tre), come di consueto  si sono celebrati i battesimi di nuovi aderenti, circa 130. La giornata è stata molto calda, assolata e luminosissima, ma sugli spalti coperti della curva Sud non si stava male sebbene, alzato di buon’ora, avessi  molto sonno. Una particolarità: non ho visto una sola sigaretta accesa all’interno dello stadio!
Il comprensorio attorno allo stadio è suggestivo, con edifici e munumenti di mussoliniana memoria. Peccato per le deturpazioni vandaliche. Anche la vista su monte Mario è maestosa dall’interno dello stadio, con tutto quel verde sotto il cielo azzurro. Sono uscito fuori del comprensorio sportivo solo per prendermi un caffè da un venditore ambulante, che poi mi ha rubato sul resto. Esecrabile ed odioso. In un paese civile si dovrebbe ritirare la licenza a commercianti così squallidi. Invece non sono rari, putroppo, nella Roma del turismo da tosare.

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Monte Fammera brucia

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L’immagine di un piccolo dramma che si sta consumando ininterrottamente ormai da quasi 48 ore.
Un incendio è divampato l’altrieri sera, intorno alle 22, in pieno buio quindi, sul territorio montano di Spigno Saturnia (LT). Poi si è esteso in un verso e nell’altro, fino a lambire stamattina la bella pineta di Selvacava.

Di primissimo mattino le fiamme diventano minuscole, grazie all’umidità, al fresco e forse anche al vento che cambia direzione. Comunque di solito nessuno interviene in quelle ore d’oro.

La foschia e il fumo impediscono per ora di osservare il disastro nella sua drammaticità, ma una cosa è certa: è uno scempio.
Dovrebbero prendere i colpevoli appenderli a testa in giù e dargli fuoco.
In subordine dovrebbero prendere quei quattro pastori che transitano quelle zone, praticargli dei fori nei lobi auricolari con trapani dalla opportuna punta e appenderli semplicemente così, per le orecchie, con dei ganci a norma CE.
Chiedo troppo?

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Fiera di Carrara 2007

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Sono stato un paio di giorni a Carrara. Per la prima volta ho percorso circa 600 chilometri in auto, per andare a visitare la fiera “marmotec”. E’ stato molto suggestivo percorrere in lungo e in largo la città di cui sin da bambino ho sentito parlare, in particolare poi arrivare sulla parte montana, quella prossima alle cave, dove è insediata anche la frazione di Colonnata, quella del famoso lardo.
La fiera mi è parsa molto interessante in generale, ma sono rimasto un po’ deluso dall’assenza di esposizione di macchinari destinati all’estrazione.
Al ritorno ero stanchissimo, ma è stato entusiasmante attraversare le Alpi Apuane lungo strade montane, fino a raggiungere Lucca.

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Dal Lazio a Tolosa e ritorno

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Di nuovo a casa, dopo 143 giorni. Non mi ero mai mosso molto oltre la mia regione, il Lazio. Venti ore in treno, un tratto di metro e le scale mobili mi fanno sbucare su una trafficata strada del centro di Tolosa, Francia: case di mattoni alte ed eleganti, marciapiedi di ardesia puliti. La gente aspetta l’autobus incurante di me che mi guardo intorno esausto e un po’ stordito. Il primo che incontro nei pressi del dormitorio studentesco è un argentino. Mi accompagna al portierato, ha un nonno abruzzese. “Tu sei il mio Virgilio – mi viene di dirgli in un francese stentato – lo conosci Virgilio?”. La portinaia mi consegna chiavi e lenzuola. Mi dà istruzioni gridando, come fosse sgarbata, ma forse intende solo farsi capire. La Francia, il Paese del nazionalismo, dello sfilatino, dell’acqua dei canali, dei boschi verdastri. Il Paese del francese, di questa lingua che settimana dopo settimana ti entra nel cervello fino a diventare parte dei tuoi stessi pensieri. Cosa mi rimarrà di questo periodo? Me lo sono chiesto al ritorno quando mi sono svegliato attraversando la Toscana, con le ridenti case italiane color pastello sparse tra le colline gialle già bruciate dal primo sole dell’estate. Mi ricorderò di Tolosa, dai giardini curatissimi, con la Garonna che si infrange turbinosa sotto gli ampi ponti. Del campus universitario, con gli edifici sparsi tra alberi e prati, le aule, l’anfiteatro di qualche lezione, la grande e antica biblioteca (dove ho scoperto “Italians“), il bellissimo viottolo del lungo fiume che mi portava ogni sera nella mia stanza al di sotto di platani altissimi. E i visi. Degli insegnanti, dei miei compagni, di studio, di residenza, della ragazza esile e bianchiccia che, in piedi su un autobus, tiene pensierosa un ombrellino gocciolante tra le mani accanto ad un giovane nero con i guanti. I visi provo a rivederli ma i contorni si sfumano, proprio come byte di memoria che si cancellano in modo inesorabile. Morse di nostalgia, folate di immagini, persino sogni mi riportano in quei luoghi, mentre riprendo le mie cose, la casa e il sentiero della vita più lunga. Mi piacerebbe poter salutare tutte le persone con cui ho conversato nel mio maldestro francese, anche quelle più schive o sospettose. Ma ora che son tornato tutto è morto, pur se tutto in parte è ancora là, lontano lontano.

[Pubblicato nella rubrica Italians di Beppe Severgnini]

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Tulipani viola

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E’ la prima volta che coltivo dei tulipani provenienti dall’olanda. Nell’arco di alcune settimane sono fioriti dapprima alcuni di altri colori. Ora è la volta dei violacei, tutti assieme. Esisterà una correlazione tra colori e periodo di fioritura. Mi chiedo se può valere la regola che più i colori sono chiari e più i fiori fioriscono prima.

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Pasquetta 2007

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Vengo appena da una giornata trascorsa al “Termine”, località montana del territorio di Coreno. Sole caldo, clima mite e splendido.
Dal punto di vista naturale aleggiava una serena aria di primavera con le pratoline e fiori vari sparsi, una lucertola in cerca di vitto, con alberi già rivestiti di foglie e altri prossimi a farlo. Dal punto di vista antropico tutto il territorio montano pullulava in modo inverosimile di gente di ogni fattezza (e purtoppo anche di inquinanti automobili e rumorose motorette varie).

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