La Robinia pseudoacacia è detta volgarmente anche Acacia, Gaggia, Falsa acacia o semplicemente Robinia. Dai rami che dipartono disordinatamente dal tronco eretto origina una chioma folta e allargata che può crescere molto anche in altezza, fino a 20-25 m. La corteccia ha dei rilievi longitudinali accentuati, persino un poco “rozzi”, che tendono ad intersecarsi tra loro. Le foglie sono composte e imparipennate, con 13-15 foglioline ciascuna. Crescono a partire da un picciolo posto tra due spine. I fiori sono riuniti in infiorescenze a grappolo, sono bianchi e molto profumati, tanto da attirare le api (da cui il tipico miele di acacia) e altri insetti pronubi. Il frutto è una sorta di baccello sottile verde-brunastro, lungo una decina di centimetri.

La Robinia è un albero originario del Nord America ma ormai è diffusissimo in Italia, quasi infestante. E’ molto frequente osservarla, anche in consociazioni semi-arbustive, lungo i margini delle strade o delle ferrovie. Una delle ragioni per cui alligna in questi luoghi è la sua resistenza all’inquinamento. Inoltre ha un apparato radicale che si abbarbica facilmente sui terreni in pendio. Le radici esplorano fittamente gli strati superficiali, per cui la Robinia pseudoacacia è ottima per il consolidamento paesaggistico di clivi o scarpate. Una volta attecchita si dissemina naturalmente. Non di rado viene utilizzata nelle città. In un certo senso, con la sua chioma fitta e tondeggiante, con l’eleganza delle sue piccole foglie, ha la forma dell’albero semplice, come lo stilizzerebbe su un plastico… un architetto urbanista. La velocità di accrescimento fa il resto, anche se in compenso non è un albero longevo e il legno non ha né particolare pregio, né soprattutto, resistenza meccanica. Non di rado mi è capitato di osservare giovani piante col tronco spezzato dall’impatto con automobili uscite di strada o anche solo dal vento. Una pianta molto rustica che predilige il sole, ma che non eccelle in resistenza alla siccità estiva: in mancanza d’acqua ingiallisce e tende a spogliarsi delle foglie prima del tempo.

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