Chi percorre la statale Formia Cassino probabilmente avrà avuto modo di notare lungo le pendici boscate di alcuni tratti, a partire da febbraio-marzo, degli alberi dalla generosa e appariscente fioritura rosa. I fiori, prima dell’emissione delle foglie, si distribuiscono lungo tutti i rami, anche sulle branche e sul tronco. Sono tra i primi a sbocciare in primavera e formano delle

macchie molto piacevoli tral verde ancora tenue delle altre specie in germoglio. Le piante in questione sono esemplari di Cercis Siliquastrum, più conosciuto volgarmente come Albero di Giuda o anche (per la forma dei frutti) Siliquastro. L’origine della denominazione di “Albero di Giuda” è incerta. Del resto, considerate pure le sue dimensioni medio-piccole, sembrerebbe anche morfologicamente inadatto a ospitare… impiccagioni. Alcuni ritengono che il nome potrebbe essere dovuto a una erronea traslitterazione di “Albero della Giudea”. Infatti questa specie è molto diffusa soprattutto tra il bacino mediterraneo orientale e l’Asia occidentale (e in Israele quindi).

L’Albero di Giuda è una pianta difficile da moltiplicare. Cresce piuttosto lentamente e comincia a fiorire solo dopo diversi anni. Tende a ramificare in modo molto disordinato e irregolare. E’ molto resistente al sole e alla siccità e vegeta anche su substrati molto rocciosi. Predilige terreni calcarei. Resiste molto bene all’inquinamento e spesso viene impiegato nelle alberature cittadine. L’albero appartiene alla famiglia delle Leguminose. I frutti sono chiamati silique (simili proprio ai baccelli tipici dei legumi). All’inizio sono teneri e con sfumature rossastre, poi induriscono e imbruniscono, rimanendo sulla pianta durante l’inverno successivo. La corteccia è molto scura, quasi nera. Le foglie sono caduche, rotondeggianti, reniformi e quasi a forma di cuore.

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