solarexpo2014_fv
Solarexpo 2014 stand Qcells
Sistema micro-eolico della Eneralternative
Sistema micro-eolico della Eneralternative

Torno al Solarxpo, il più importante evento italiano dedicato al mondo delle energie rinnovabili, dopo tre anni. Nel frattempo la manifestazione si è spostata da Verona a Milano, ma non è questa la novità più significativa. Mentre vago tra i vari settori mi avvicina un trentenne alla ricerca di software di progettazione e mi chiede: “E’ tutta qui la fiera?”. L’area espositiva occupa a malapena un padiglione. Gli espositori sono passati da circa 1.400 di tre anni fa a poco più di 200 di questa edizione. Alla fine dei tre giorni (7-9 maggio) si conteranno 14.200 visitatori contro i quasi 72.000 del 2011. Comunque per il direttore scientifico della manifestazione -Luca Zingale- si è registrata “un’affluenza significativa, per di più quest’anno particolarmente profilata dal punto di vista professionale; un chiaro segnale della fiducia che il mercato interno stia ripartendo”.

Per raggiungere la fiera dalla Stazione centrale di Milano occorre prendere due linee metro. I pendolari milanesi hanno fretta e si muovono agevolmente nei cunicoli sotterranei di smistamento, ma le indicazioni segnaletiche non sono sempre all’altezza del flusso di persone. Un aspetto che mi stupisce è la diffusione di questuanti, accattoni e semi-infermi vari. La metropolitana di Milano è presidiata da un’ostentazione di invalidità di ogni tipo indegna di un Paese civile e della città italiana in cui, come ricordava Montanelli, si è formato il primo nugolo di borghesia liberale. Comunque, la struttura fieristica di Milano Rho si presenta architettonicamente suggestiva: un corridoio sopraelevato, protetto da un reticolo di vetro, sfiora avveniristici insetti metallici che tengono le zampe a bagno in un velo d’acqua.

solarexpo2014_vela2

Pompa di calore IDM Energiesysteme
Pompa di calore IDM Energiesysteme

Uno dei reparti che attira la mia attenzione è quello della IDM Energiesysteme GmbH, azienda austriaca specializzata nella costruzione di pompe di calore geotermiche. Si tratta di dispositivi che consentono di estrarre energia dal terreno per mezzo di sonde geotermiche ed un circuito analogo (ed inverso) a quello del frigorifero. In effetti il frigorifero preleva il calore dagli alimenti e lo riversa (attraverso la serpentina esterna) nella stanza in cui si trova. La pompa di calore preleva il calore dal terreno (più o meno profondo) e lo diffonde all’interno dell’abitazione. Metodi di diffusione del calore a parete o a pavimento (purché ben progettati) possono rendere il sistema energeticamente molto efficiente e garantire un ambiente dal clima molto confortevole. L’associazione con una fonte rinnovabile di energia elettrica (ad esempio fotovoltaica) può rendere la casa ad “emissioni zero”, ovvero a basso impatto in termini di emissioni di anidride carbonica.

Stand della PV Cycle
Stand della PV Cycle
Silicio di un pannello fotovoltaico a fine vita
Silicio di un pannello fotovoltaico a fine vita

Allo stand PV Cycle mi spiegano i servizi offerti da questa associazione fondata nel 2007 ed oggi leader in Europa per la gestione ed il riciclo dei moduli fotovoltaici. Da febbraio di quest’anno la raccolta, il trasporto, il riciclo dei moduli fotovoltaici a fine vita sono regolamentati dalla Direttiva europea 2012/19/UE che li include tra i cosiddetti RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) e stabilisce il principio della “responsabilità estesa al produttore”. In base a tale principio chi produce i moduli fotovoltaici o li introduce commercialmente nell’Unione Europea deve anche preoccuparsi di finanziare ed organizzare la gestione dei rifiuti che ne derivano. L’esigenza di smaltimento aumenterà nei prossimi 10-20 anni, quando giungeranno a fine vita le enormi quantità di moduli messe in esercizio soprattutto negli ultimi 5-10 anni. E tuttavia già oggi una piccola percentuale necessita di essere sostituita per avaria o danneggiamento. Un modulo fotovoltaico è costituito da vetro (80%), metallo (10%) e semiconduttori (1-2%). Buona parte di questi elementi possono essere già riciclati, ma sotto questo aspetto si può ragionevolmente  prevedere un aumento di efficienza nel prossimo futuro.

solarexpo2014_fvmarrone
Pannello fotovoltaico dal colore esteticamente compatibile con coppi antichizzati Monier
Collettore solare termodinamico della Sferasol
Collettore solare termodinamico della Sferasol

Per quanto riguarda il solare termodinamico ho trovato curioso e degno di interesse il collettore proposto dalla società Sferasol di Torino. E’ costituito da una calotta trasparente (in grado quindi di generare una sorta di “effetto serra”) che racchiude una sfera di acciaio verniciato di nero.  La sfera assorbe l’energia del sole e una serpentina interna consente il riscaldamento uniforme di circa 150 litri d’acqua. Il rendimento del dispositivo, di costruzione compatta, facilmente spostabile e non privo di pregio estetico, è verosimilmente più basso di quello dei collettori tradizionali di tipo piano. Tuttavia a differenza di questi non è influenzato dall’orientamento (rispetto al sole) e riesce ad assorbire una maggiore aliquota di irraggiamento riflesso e diffuso (significativo nelle giornate nuvolose).

L’attenzione di molti visitatori era anche catturata da un captatore del diametro di circa 5 metri i cui specchi sembravano i petali distesi d’un fiore. I suoi spicchi in alluminio (in grado di richiudersi in caso di maltempo) sono orientati in modo da convergere la radiazione solare nel punto di fuoco della parabola, dove viene surriscaldato un fluido. Il dispositivo è di tipo cogenerativo: per la società Innova di Pescara, che lo realizza, si ottiene una potenza termica di picco di 3 kWp e allo stesso tempo una potenza elettrica (tramite un motore stirling) di 1 kWp.

Bici elettrica con sistema Bosh
Bici elettrica equipaggiata con sistema Bosh
Accumulatori
Accumulatori

Fino a non molti anni fa il governo italiano ci spiegava che le centrali nucleari erano indispensabili per sopperire al fabbisogno energetico dell’Italia e che le cosiddette fonti di energia rinnovabile avrebbero avuto un ruolo solo residuale. Nel 2013, a fronte di una domanda di 317 TWh, la produzione elettrica nazionale è stata di 277 TWh.  Di questi ben 107  TWh (più di un terzo della domanda) sono stati prodotti a partire da fonti energetiche rinnovabili e “pulite”. Tale traguardo è stato raggiunto grazie all’installazione, in pochi anni, di circa 550.000 impianti fotovoltaici. Nel 2013 con i suoi 22,1 TWh il fotovoltaico ha coperto il 7% della domanda nazionale (un primato mondiale!) e l’8% della produzione elettrica italiana. Negli ultimi anni, anche sotto la spinta delle lobby del petrolio, gli incentivi sono stati drasticamente ridotti e questo potrebbe essere uno dei motivi, collaterali alla crisi economica, che hanno determinato il brusco ridimensionamento della manifestazione fieristica. Nondimeno il settore delle energie rinnovabili e in particolare dell’energia fotovoltaica, col progressivo abbassamento dei costi di fabbricazione e l’ulteriore sviluppo di sistemi di accumulo, sembra poter contare su un futuro più promettente persino, di quello che si poteva immaginare non molti anni fa.

Si legga anche:  Solarexpo 2008   Solarexpo 2011

Trinum: un disco parabolico che concentra i raggi del sole su un motore Stirling
Trinum: un disco parabolico che concentra i raggi del sole su un motore Stirling
.

In this article

Join the Conversation