Sentieri di pietra

Sentieri antichi Oggi non c’è niente di più redditizio per una...

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Sentieri antichi
Sentieri antichi

Oggi non c’è niente di più redditizio per una comunità che scommettere sulla qualità del proprio territorio. Il sogno della fabbrica e dei grandi stabilimenti appartiene al passato. Complice la crisi mondiale dell’ultimo lustro, l’Italia pullula ormai di capannoni sfitti ed aree industriali in via di desertificazione.

Antica via Serra
Antica via Serra

La nuova generazione può reagire puntando sulla qualità della vita nei borghi e nei piccoli paesi, sulla qualità dell’ambiente e del paesaggio, sul turismo naturalistico ed agricolo, sull’ enogastronomia e l’artigianato locali. Dal punto di vista economico una prospettiva modesta forse, ma a differenza di altre del recente passato,  una prospettiva ecologicamente sostenibile e dai vantaggi persistenti nel tempo. Quindi, tra le altre cose, ricostruiamo le macère (muri a secco), recuperiamo i vecchi selciati, riviviamo e camminiamo per gli antichi sentieri. Se negli anni dell’esplosione economica del secolo scorso i giovani lavoravano per cementificare e anche distruggere, adesso proteggiamo il paesaggio ed il territorio, non solo come patrimonio storico-culturale, ma come unica vera opportunità per il futuro.

Si legga anche: La generazione degli anni ’60 e il cemento

Sentieri di pietra
Selciato in pietra di un antico sentiero.
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1 comment

  1. Domenico Rispondi

    Senza alcun dubbio, la mia è una generazione fortemente segnata dalle nuove tecnologíe, la generazione dei computer, di internet e degli smartphone. Pero la nostra è anche la generazione che sta riscoprendo gli equilibri sociali ed economici propri della generazione dei nostri nonni.
    Certamente per molti anni abbiamo assistito alla normalizzazione di un modello di vita che non solamente è insostenibile ma è fondamentalmente estraneo alle realtà locali. Abbiamo inseguito e promosso ambizioni professionali ed uno stile di vita che sono diventati prioritari rispetto a qualsiasi altro tipo di considerazione che desse maggiore importanza al contesto locale e relazionale.
    Adesso però siamo proprio noi, i trentenni, a riscoprire il territorio e le comunità locali. Sappiamo che ogni sasso, ogni piccola stradina costruita con lavoro lento e tenace è quasi sempre il risultato del buon senso e della ricerca del bene comune.
    Oggi invece con un po’ di cemento e grandi macchine escavatrici si distrugge, senza pensarci troppo, tutta una preziosissima eredità culturale e funzionale.
    Nel mondo si ritorna a parlare di artigiani, usando parole inglesi, come “makers” o “prosumers” ma si tratta alla fin fine della semplice riscoperta della produzione locale e della valorizzazione sostenibile del capitale presente sul territorio, di tipo culturale, sociale ed economico. Coreno ha tutte le carte per potersi ri-posizionare al centro del mondo, pero bisogna scommettere su progetti di innovazione che siano capaci di unire le “pietre e le strade storiche del paese” alle nuove linee di comunicazione telematica che ci offrono l’opportunità di comunicare con il mondo intero: quindi non più cemento, ma “pietra ed internet”.