Inquinamento elettromagnetico

Torre antenna  a Fumone (Fr) Un campo elettromagnetico è costituito...

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Antenna (Fumone)
Torre antenna  a Fumone (Fr)

Un campo elettromagnetico è costituito da un campo elettrico e da uno magnetico, variabili e dipendenti l’uno dall’altro, dovuti alla presenza di correnti elettriche o magneti permanenti. L’intensità del campo elettrico in un dato punto dello spazio è data dal rapporto tra la forza cui è sottoposta una carica elettrica e il valore della carica stessa. Si misura in Volt/metro [V/m]. Un campo magnetico può essere generato dalla corrente elettrica che transita in un conduttore filiforme. La sua intensità è proporzionale alla corrente e inversamente proporzionale alla distanza dal filo. Si misura in Ampere/metro [A/m]. Comunque, ciò che rileva ai fini di questo articolo è l’induzione magnetica, una grandezza che tiene conto del mezzo in cui il campo magnetico si trova e che si misura in Tesla [simbolo: T].

Negli ultimi 10-20 anni, soprattutto a causa della diffusione della telefonia mobile e della rete internet senza fili, si è assistito ad un progressivo incremento, nei luoghi di lavoro e della vita quotidiana, di radiazioni di tipo elettromagnetico non ionizzante. Si definiscono non ionizzanti le radiazioni la cui energia associata non è sufficiente ad indurre nella materia il fenomeno della creazione di atomi o molecole elettricamente cariche (ioni). Esse non hanno la forza di “rompere” le nostre cellule, come fanno invece i raggi gamma, i raggi X o parte dei raggi ultravioletti. Nondimeno le radiazioni non ionizzanti sono in grado di generare nel nostro organismo importanti modificazioni di tipo termico, meccanico e bioelettrico. E’ noto che il funzionamento del nostro corpo si basa sulla trasmissione di segnali elettrici, oltre che chimici. Quanto sono pericolose per la salute umana queste modificazioni? Nel breve termine l’organismo reagisce bene risentendo al più di fastidi lievi e reversibili. Nel lungo periodo non ci sono risposte certe.

Secondo l’OMS circa il 2% delle persone mostra una spiccata sensibilità all’inquinamento elettromagnetico soffrendo di disturbi non gravi come bruciori, mal di testa, affaticamento e nausea. Altri studi propongono per i Paesi più sviluppati percentuali più alte: il 5% o addirittura il 10%. Un po’ come avviene per molte allergie, è probabile che l’aumento dell’esposizione (dovuto alla diffusione di ripetitori della telefonia GSM e UMTS, cellulari, telefoni cordless e sistemi wi-fi) stia comportando un aumento della sensibilità individuale. A loro volta le persone più sensibili potrebbero essere solo le prime a soffrire a causa delle onde elettromagnetiche. Potrebbero fungere da “spia” per danni più gravi che si paleseranno in tempi lunghi.

Nel 2002 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha inserito le radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza (derivanti ad esempio dalla presenza di cabine di trasformazione o di linee elettriche) nella classe 2B, ovvero in quella degli agenti potenzialmente cancerogeni per l’uomo (come il caffè). Nel 2011 ha inserito nella stessa categoria anche le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza (onde radio). La classe 2B rappresenta il livello più basso di possibile rischio: gli studi finora effettuati non hanno fornito evidenze di una chiara correlazione tra campi elettromagnetici e tumori. Tuttavia si starebbe registrando un aumento dei casi di cancro al nervo trigemino (nelle orecchie) e alle ghiandole paratiroidee (nella testa), ossia in zone più esposte alle onde dei cellulari.

Cabina elettrica di trasformazione (Coreno A.)
Cabina elettrica a Coreno Ausonio (Fr)

La legislazione italiana ha stabilito dei limiti di esposizione per le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti sin dall’anno 2003. Per quanto riguarda  i campi elettrici generati dalle linee di trasmissione elettrica e dalle cabine di trasformazione il D.P.C.M. 200/2003 ha previsto un limite di 100 µT per l’induzione magnetica e di 5000 V/m per il campo elettrico. Per l’induzione magnetica è stato fissato inoltre un valore di attenzione di 10 µT e un obbiettivo di qualità di 3 µT (per le linee di nuova costruzione). Di solito i valori di legge più bassi e cautelativi si raggiungono già a poche decine di metri dalle linee elettriche di maggiore potenza e ad un paio di metri di distanza dalle cabine di trasformazione MT/BT.

Per altre fonti di origine elettrica la normativa della comunità europea stabilisce dei limiti che dipendono sia dalla frequenza di emissione che dell’ambiente di utilizzo. In ambiente domestico, tranne che per alcuni dispositivi (cucine con fornelli a induzione o faretti a basso voltaggio) i limiti sono sempre rispettati purché ci si mantenga ad una distanza di 10÷20 cm dalla fonte di emissione. In ambiente lavorativo, nonostante i termini di legge siano meno stringenti, alcune applicazioni (forni a induzione, forni elettrici per la fusione dei metalli, saldatrici ad arco superiori a 200 A, quadri elettrici superiori a 70 kW, motori elettrici di elevata potenza, apparecchiature medicali per la magnetoterapia e simili), richiedono una distanza di sicurezza di 1÷2 metri.

Antenna (Veroli)
Torre antenna  a Veroli (Fr)

Per le onde elettromagnetiche ad alta frequenza o radiofrequenze, l’obiettivo di qualità stabilito dalle norme è di 6 V/m. Nel caso dei ripetitori della telefonia mobile, tale valore viene superato in un’area il cui raggio dall’antenna va da pochi metri per le cosiddette microcelle (installate a copertura di luoghi di estensione limitata come i centri commerciali), fino a 40-50 metri per le comuni stazioni radio base (di potenza 30-45 W). Si tratta di distanze di sicurezza più elevate di quelle richieste per le onde a bassa frequenza. Nondimeno le radiazioni ad alta frequenza hanno il vantaggio di essere facilmente schermate da qualsiasi ostacolo (come le mura di un edificio). Decisamente più importante, rispetto all’emissione dell’antenna, rischia di essere l’emissione prodotta dal cellulare stesso. In situazioni di segnale debole, il telefonino aumenta la potenza di emissione per ricercare e rimanere in contatto con la stazione radio base più vicina. Perciò, per ridurne i potenziali effetti negativi sulla salute è consigliabile, oltre che l’utilizzo di auricolari o del vivavoce durante le chiamate, limitare l’uso del telefonino in luoghi chiusi o schermati (ascensori, furgoni) e nei veicoli in movimento (automobili, treni).

[Fonti: “Inquinamento elettromagnetico” di Giovanni Gavelli (Dario Flaccovio Editore); “Elettrosensibilità” (Ambiente e Sicurezza sul lavoro, settembre 2013); Lezioni della dott.ssa V. Manni (Inail).]

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