Scuola: note a margine del TFA

Quest’anno ho avuto modo di completare il percorso di abilitazione per l’insegnamento nelle scuole superiori chiamato “Tirocinio Formativo Attivo“. Il “TFA“, progettato nel 2008 ma introdotto solo nel 2011, ‘metteva in palio’ circa 20.000 abilitazioni nelle varie discipline insegnate nelle scuole superiori italiane. In passato erano già stati istituiti analoghi corsi di abilitazione (le “Siss”), ma ancora nel 2011 non erano pochi gli insegnanti che esercitavano grazie al solo conseguimento di una laurea. Con cadenza pluriennale gli aspiranti professori sceglievano una ventina di istituti scolastici e in seguito alla formazione di una graduatoria (stilata sulla base del voto di laurea e soprattutto del servizio già svolto) attendevano che i dirigenti scolastici li convocassero per un incarico annuale o per supplenze di breve periodo. Un meccanismo grossolano, ma in fondo abbastanza efficiente e non privo di meritocrazia. Tendeva a premiare chi era disposto a spostarsi stabilmente in province più favorevoli dal punto di vista occupazionale, situate in genere nel Nord italia.

Scritta murale sulla precarietà del lavoro.

Scritta murale nei pressi dell’Università Roma Tre.

Nel luglio 2012 cominciano le prove selettive per l’accesso al TFA. In tutta Italia le domande inoltrate sono 179.982. Ai quiz partecipano 115.553 candidati. Io sostengo le selezioni per la classe A020 (Discipline meccaniche e Tecnologia) presso l’Università Roma Tre. I posti disponibili sono 40, i candidati 79.  Superiamo la prova in 23. Qualcosa di simile avviene in tutta Italia: in quasi tutte le classi di insegnamento il test preparato dagli “esperti” del ministero aveva “decimato” i partecipanti e promosso meno persone di quanti fossero i posti disponibili. Sotto la pressione incalzante dei sindacati italiani, (ai quali del merito e della professionalità della categoria non ha mai importato più di tanto) e con il pretesto (sia pure fondato) che i test contenevano qualche errore, il ministero decide di abbuonare buona parte dei quesiti. Così gli ammessi alle prove successive passano da 26.626 a 46.686. Comunque, alla fine di tutte le selezioni potranno iscriversi al TFA circa 11.000 candidati.

Biglietti metrebus Lazio

Biglietti metrebus Lazio

Le prime lezioni organizzate dalle Università cominciano verso la fine dell’anno 2012. Per l’iscrizione al corso TFA era prevista una tassa di circa 2.500 Euro. In un momento di difficoltà finanziaria, a molti è sembrato l’ennesimo balzello escogitato per carpire soldi ai cittadini. In effetti equivaleva a richiedere, a mo’ di “pizzo”, un paio di mensilità del futuro stipendio. Ma la maggior parte dei partecipanti ha dovuto aggiungere costi e disagi maggiori: spostarsi per decine o centinaia di chilometri in auto o con mezzi pubblici, conciliare impegni di famiglia o di lavoro, rinunciare talvolta ad altre opportunità. Del resto alcune regole erano rigide: un numero di ore di corso esorbitante (circa 500) e la presenza obbligatoria (almeno per chi non aveva già alle spalle una buona carriera). Inoltre una circolare ministeriale invitava a terminare il percorso formativo in pochi mesi, entro la fine dell’anno scolastico.

Per quanto riguarda la didattica svolta, a noi che eravamo tutti ingegneri meccanici, non di rado è stata propinata per lo più una serie di dimostrazioni analitiche, in modo non molto dissimile da quanto è già avvenuto durante i più lunghi studi universitari. Peraltro tra le materie riprese neanche figuravano quelle che si insegnano a scuola nell’ambito della classe A020 (come Disegno, Tecnologia, Progettazione, Sistemi). Invero è stato stimolante ritornare un po’ ai tempi della formazione universitaria e ripassare argomenti familiari. Inoltre è sempre un privilegio poter interagire con persone più colte, intelligenti e preparate. Era uno dei motivi per iscriversi al TFA. Ma fino a che punto ne valeva la pena?

In compenso le materie attinenti alla pedagogia erano totalmente nuove per la maggior parte degli iscritti di tutte le classi di ambito scientifico. Molti di noi si aspettavano che sarebbero state le lezioni più formative e utili. Invece l’Università si è limitata a rendere disponibili on line, in modo massivo, circa 800 pagine di dispense dattiloscritte contenenti quasi solo filosofia e bibliografia: una logorrea gratuita, sterile ed astratta, dove ogni tanto si poteva evidenziare qualche buona osservazione che pure c’era. Una delle cose più utili che mi è capitato di sottolineare è che fornire un eccesso di informazioni è controproducente (sic). Non sbaglio di molto se dico che il 90% di noi non ne ha letto che qualche riga, accontentandosi di imparare a memoria le risposte ai correlati test di esercitazione.

Macchina per la sagomatura di ruote dentate

Macchina per la sagomatura di ruote dentate

A causa di lentezze nelle direttive nazionali il tirocinio a scuola è cominciato in ritardo e senza un vero coordinamento con le università. I tutor avrebbero dovuto essere contattati singolarmente e coinvolti nello svolgimento di un programma semplice ed univoco. Alla fine avrebbero forse dovuto redigere una scheda da “sistema qualità”, utile magari anche alla valutazione finale. Invece per quanto riguarda il tirocinio ogni candidato si è arrangiato un po’ da sé. Meno male che non solo stiamo in Italia, ma siamo anche italiani: alla cronica disorganizzazione che viene dall’alto, si ovvia con l’elasticità, l’aiuto reciproco, la condivisione di informazioni dal basso.

A giugno era fissato l’esame finale. In quella circostanza, dopo un percorso didattico svolto in modo non impeccabile, di colpo diventò importante per i candidati sapere come articolare esattamente una specifica lezione o se per spiegare una certa unità didattica occorrevano 12 ore oppure 16. Pura astrazione! Del resto non poteva partorire qualcosa di molto diverso una classe dirigente di politici e burocrati (ma anche di professori universitari) costituita in gran parte da persone che non sono mai entrate in una scuola superiore italiana. Per trasmettere determinate informazioni ad una classe di alunni ci vogliono 10 ore oppure 60 non in base allo specifico argomento, ma in base alla determinazione dell’insegnante e all’effettivo clima che si instaura in aula, solo in parte dipendente dalle azioni e dalle capacità del docente.

Lodevole realizzazione, in un Istituto Tecnico Industriale, di una pompa ad ingranaggi

Lodevole realizzazione, in un Istituto Tecnico Industriale, di una pompa ad ingranaggi

Per mio conto ho cercato di suggerire qualche risposta. Tra le cose prioritarie da fare (almeno con l’attuale struttura educativa), ce ne sarebbero almeno due: la riduzione della numerosità delle classi e l’allontanamento degli studenti più riottosi. Di fatto, l’esatto contrario di quello che si continua a fare da decenni. Più che le singole lezioncine da svolgere o meno, sarebbe vitale trasmettere agli aspiranti insegnanti una maggiore consapevolezza della funzione sociale della scuola. Che non presenta solo aspetti etici, ma rileva dell’efficienza o del rendimento del “sistema società” nel suo complesso (come doveva comprendere tanto più chi ha fatto studi generali di ingegneria). Gli insegnanti che non fanno profondamente propria questa consapevolezza, di fronte alle prime difficoltà “ambientali”, in qualche misura si adageranno all’andazzo consolidato. E via via troveranno più interessante preoccuparsi soprattutto… dei propri diritti sindacali.

Comunque, pur con tutte le sue difficoltà e la sua debolezza organizzativa, rimane il fatto che il TFA ha consentito di abilitare, prima dell’estate, circa 11.000 insegnanti scelti tra i migliori laureati italiani. Molti si aspettavano, considerata anche la fretta di terminare in pochi mesi, che già dall’anno scolastico successivo sarebbero stati in prima fila per ricevere incarichi di lavoro più lunghi e stabili. Si illudevano. Le graduatorie saranno riviste solo per l’anno scolastico 2014-2015. Ma questa era un’inezia giustificabile. La beffa che si preparava era ben altra: il governo dei larghi inciuci dava il via ai cosidetti “Percorsi Abilitanti Speciali” (PAS). Con essi, senza numero chiuso e senza alcuna selezione, si concederà l’abilitazione a tutti coloro che dal 1999 al 2013 abbiano maturato almeno tre anni di servizio. A tutti gli effetti si tratta di una sanatoria che consegnerà la “patente” di insegnante a circa 70.000 docenti sulla base della mera dichiarazione di servizio svolto in scuole pubbliche o anche private. Come spiega il giornalista Gian Antonio Stella, “molti si riempiono la bocca di merito ma alla fine i diritti fondamentali da difendere sembrano comunque essere ancora quelli dei professori e solo dopo (molto dopo) quelli degli studenti“.

Si legga anche: Test per l’accesso all’insegnamento, 31 agosto 2012

Ex vasca navale (1927), restaurata di recente per accogliere dipartimenti di ingegneria di Roma 3

Area della vasca navale (1927), restaurata per accogliere dipartimenti di ingegneria di Roma Tre.

.

giuseppe di siena

Author giuseppe di siena

More posts by giuseppe di siena

Leave a Reply