Tutti a casa! O quasi (politiche 2013)


Piazza san Giovanni, Tsunami tourIl 24 e 25 febbraio le elezioni politiche ci hanno consegnato un Parlamento diviso. La coalizione di Centrosinistra, grazie al premio elettorale, ha ottenuto la maggioranza (d’un soffio, con il 29,5%) solo alla Camera dei deputati. Nell’altro ramo del Parlamento si è prodotta invece una situazione di stallo in cui il Centrosinistra  è riuscito a guadagnare 123 seggi (con il 31,6 % dei voti), il centrodestra 117 seggi (30,7%), il Movimento Cinque Stelle 54 seggi (23,8%), la Lista Monti 19 seggi (9,1%) e altre formazioni 2 seggi.

E’ desolante che dopo aver fatto di tutto e di peggio, lasciando il Paese in una situazione di debole coesione sociale, eticamente alla deriva ed economicamente in ginocchio, il centrodestra guidato da un leader vecchio e consumato (oltre che disonesto), abbia potuto giovarsi ancora dell’adesione di quasi 1/3 degli italiani. Viene da chiedersi cos’altro avrebbe dovuto fare per meritare, se non di essere cacciato (a pedate), quantomeno di essere messo garbatamente alla porta dei palazzi istituzionali.

Folla a Roma per lo tsunami tour di Beppe GrilloSuscita invece qualche speranza il successo del Movimento Cinque Stelle.  L’exploit che l’ha portato (in 3 anni) a raggiungere 1/4 dei consensi nazionali ha sorpreso soprattutto quelle persone che non hanno una connessione internet veloce o quei politici che non conoscono la realtà quotidiana della gran parte dei cittadini. Negli ultimi anni agli italiani sono state imposte  rinunce via via più gravose. Al taglio dei servizi pubblici e dello stato sociale si è aggiunto l’aumento delle imposte dirette e indirette. Una stretta che in un periodo di eccezionale difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, non ha causato solo uno scadimento del tenore di vita delle famiglie: ha compromesso la sopravvivenza stessa di imprese grandi e piccole e ha comportato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro. Eppure a questo sacrificio collettivo non ha corrisposto una maggiore parsimonia della classe politica che ha continuato a dilapidare denaro pubblico, né è stato intaccato in modo significativo alcun privilegio della classe dirigente del Paese. Piuttosto inchieste giornalistiche e giudiziarie hanno continuato a mettere in luce sprechi, corruttele e sodalizi criminali.

Beppe Grillo a Roma (Tsunami tour).Il partito di Beppe Grillo ha saputo intercettare il malumore popolare (i detrattori lo definiscono “populista”) per un degrado morale ed istituzionale diventato sempre più insostenibile. Mentre ci si meravigliava che gli italiani, a differenza di altri, avessero accettato docilmente le misure di austerity (il primo ministro del governo tecnico Mario Monti quasi se ne vantava), il malcontento veniva raccolto in buona parte dal Movimento Cinque Stelle. Ha destato critiche che il “movimento” sia caratterizzato da regole ferree che  apparentemente non lascerebbero libertà di iniziativa  individuale ai singoli aderenti, ma evidentemente si sono trascurati i termini in gioco. In Italia vige un consolidato sistema di poteri ben radicato e difficilissimo da scalzare. Lo si coglie in aspetti anche marginali della stessa legge elettorale. Perché un partito già in Parlamento dovrebbe essere esonerato dal raccogliere le firme per una nuova competizione democratica? Perché un partito che si presenta in Senato da solo deve superare una soglia di sbarramento dell’ 8% e se invece si allea con altri (in modo “complice”, di solito con accordi sottobanco), la soglia si abbassa al 3%? Perché per lo stesso Senato (dove si è reso arduo ottenere una maggioranza) non possono votare i giovani sotto i 25 anni?

Affissioni elettorali, Ausonia 20/02/2013Il fatto è che in Italia il potere si auto-protegge con un muro di gomma; in ciascuna delle forme in cui si manifesta, il potere è diventato molto simile ad una vera e propria “casta”. Del resto tutto nel nostro Paese appare in qualche misura “mafioso”, ovvero difficilmente permeabile al rinnovamento e al ricambio di persone, anche solo generazionale. Si pensi alle campagne elettorali costose e condotte senza rispetto delle regole. Al clientelismo forte come in nessun altro stato occidentale. All’informazione televisiva e alla stampa in gran parte asservite alla politica; alla mancanza di ADSL in tante aree del territorio nazionale. Beppe Grillo con i suoi modi istrionici ci ha consegnato una chiave (o un piede di porco) per scardinare questo sistema inveterato e corrotto. Ha aperto una breccia per i semplici cittadini in un mondo della politica chiuso, lontano dalla realtà e viziato dai privilegi. L’impresa, non priva di suggestioni epiche, ha richiesto al comico genovese non pochi anni di impegno civico ed è stata condotta peraltro in modo perfettamente democratico (aldilà di eccessi solo verbali ed icastici). 

Quanto al centrosinistra, ed in particolare al PD, questa formazione “progressista” è rimasta aggrappata con superbia alle sue vecchie posizioni, liquidando con supponenza le richieste di maggiore trasparenza, onestà, sobrietà che provenivano da giovani e meno giovani cittadini che ora cominciavano ad informarsi anche attraverso la rete. Eppure in virtù della sua stessa identità storica, quelle nuove istanze di democrazia, di partecipazione e di pulizia morale, idealmente avrebbero dovuto già appartenerle. Si è detto che dopo  anni di devastante malgoverno, nella partita di questa tornata elettorale il centrosinistra ha sbagliato un tiro a porta vuota. Nondimeno ha ancora un’occasione, forse irripetibile. Quella di riscattare, se vuole, quasi due decenni di immobilismo e di inciuci, portando a termine alcune riforme epocali senza più il ricatto di Berlusconi: legge sul conflitto di interessi, legge anticorruzione, Rai svincolata dai partiti, pluralismo dell’informazione, snellimento della giustizia (con abolizione di tutte le norme ad personam), legge elettorale (a doppio turno), riduzione dei costi dei partiti e della politica. Ma lo vuole veramente?

Una deludente vittoria di misura“, politiche 2006
Buonanotte all’Italia“,  politiche 2008
Sabaudia dopo il V-Day“, Beppe Grillo a Sabaudia 2007

Tzunami Tour, Roma 22/02/2013

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giuseppe di siena

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Join the discussion 2 Comments

  • Domenico ha detto:

    Credo che la situazione in cui ci troviamo in seguito alle votazioni è molto interessante. Per la prima volta lo scenario politico si ritrova veramente in una situazione inedita, che obbliga a un confronto politico dove finalmente niente è scontato.
    Con l’avvento di Berlusconi il dibattito politico si era ridotto ad essere con o contro Berlusconi. Finalmente abbiamo la possibilità di tornare a parlare di Politica!! Nonostante il 30% di Italiani che ancora votano B, che a dire il vero non mi preoccupano affatto. L’Italia è cambiata.
    Penso infatti che Grillo sia chiaramente una realtá del presente. La considero una opportunità per riprendere a ragionare, per riprendere a FARE politica, a costruire una società giusta.
    Metto l’accento sul FARE perchè dobbiamo smetterla di pensare e aspettare sempre al salvatore. Dobbiamo metterci in gioco in prima persona. Grillo non è il salvatore, ma ci mette in una situazione storica, una opportunità storica di cambiare. Pero dobbiamo essere noi a cambiare, non il Salvatore.
    Mettiamoci in gioco. La logica Destra, Centro, Sinistra è agli sgoccioli, creiamo nuovi scenari. Mettiamoci in gioco. Creiamo altre realtá politiche. Grillo è il presente, e adesso è ora che gli Italiani diventino il FUTURO. Non lasciamo il futuro in mano a nessuno….

  • Livio ha detto:

    Quelli che hanno votato Berlusconi lo hanno fatto perchè Bersani convince di meno, mentre Grillo non convince ancora ma lo possiamo vedere adesso di che pasta è fatto. I vari schieramenti non hanno mai fatto niente contro la casta, allearsi con loro sarebbe illogico e incoerente.

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