Strada Regionale 630: “arraffi” chi può…

La SR 630 “Ausonia” è un’arteria stradale di circa 32 chilometri che collega la città di Cassino (Fr) alla città di Formia (Lt) e che mette in comunicazione una vasta area dell’entroterra ciociaro con il litorale pontino del golfo di Gaeta. Il tracciato attraversa in modo sinuoso un’impervia gola tra i monti Aurunci Occidentali e gli Aurunci Orientali, ma aldilà di questa sella che separa due zone dalla diversa fortuna climatica, il rilevato stradale si distende per lo più in modo pianeggiante, guardando da lontano i centri storici dei paesini che da secoli si abbarbicano sulle cime e sulle pendici delle colline circostanti.

E’ stata la strada dello sviluppo economico italiano degli anni ’60: facilitava  finalmente gli scambi e i trasporti, consentiva un rapido collegamento con l’Autostrada Roma-Napoli (1962), avvicinava lo svago del litorale pontino e il turismo storico-religioso dell’Abbazia di Montecassino, in seguito anche il lavoro presso lo stabilimento Fiat di Piedimonte (1972) e l’alta formazione presso l’Università degli studi di Cassino (1979). Moltissimi, troppi sarebbero morti su quell’asfalto dove si sorpassava con auto malferme e si sfrecciava su potenti motociclette senza usare il casco. Il nostro Paese cominciava a progredire anche così.

L’asse viario appena realizzato aveva un bacino d’utenza di centinaia di migliaia di abitanti e costituiva anche un passaggio obbligato tra la via Casilina (SS 6) e la via Appia (SS 7), tra l’entroterra e il litorale del basso Lazio. Intercettare questo flusso di merci e persone appariva invitante. Così, col beneplacito delle municipalità interessate, intorno alla nuova statale si è consumata una colonizzazione urbanistica “selvaggia”: lungo il suo percorso si son moltiplicate case, negozi e altre remunerative attività. Ai cavalcavia che erano stati regolarmente previsti per consentire lo smistamento sicuro del traffico  senza compromettere la fluidità dello scorrimento principale, si sono aggiunte a poco a poco centinaia di intersezioni a raso. L’egoismo speculativo di pochi ha via via danneggiato una risorsa pubblica, un bene che era stato realizzato con le tasse di tutti, a beneficio di tutti.

Da anni al danno si aggiunge la beffa. Le stesse amministrazioni che a lungo hanno assecondato uno scempio non solo etico e logistico, ma in qualche misura anche paesaggistico, ora intervengono tempestando la strada di rilevatori di velocità. Uno dei comuni storicamente più aggressivi sotto questo aspetto è quello di Pignataro Interamna. Di recente alle diverse postazioni fisse e mobili si è aggiunta una pattuglia munita di una pistola laser per il rilevamento telemetrico della velocità. Secondo quello che si è appreso dalla stampa locale, quest’attività lucrativa avrebbe fruttato somme esorbitanti al piccolo comune (2600 abitanti) che in parte sarebbero state distribuite, a mo’ di premio, agli stessi vigili urbani. Forse non è un caso che il Sindaco sia stato rieletto di recente con percentuali di voto bulgare (89,9%). L’accanimento di Pignataro contro gli automobilisti (di altri comuni) è tale che la missione di colpire tutti i veicoli che superano i 70 km/h meriterebbe di essere inserita tra i princìpi cardini del proprio statuto comunale e citata magari con un motto latino sullo stemma. [In realtà di recente, col pretesto di un “centro abitato” inesistente, per un buon tratto il limite è stato ulteriormente abbassato a soli 50 km/h, ndr.]

Diversi autovelox fissi, invero su tratti con limiti di velocità ragionevoli, sono stati installati da tempo anche dai comuni di Formia e di Minturno.  Quest’ultimo, da parte sua, ne ha installato uno poco distante da quelli formiani, in corrispondenza dell’unico breve tratto curvilineo che invaderebbe solo di poco il proprio territorio. Un caso simile  è quello di Esperia, comune dalla vasta estensione territoriale (109 km2), con un centro abitato di sole quattro migliaia di abitanti distribuito a diversi chilometri di distanza dalla SR 630… E purtuttavia anche Esperia ha sentito improvvisamente l’esigenza dell’installazione di un autovelox. Anche qui il limite di velocità previsto è ragionevole, ma non si capisce tale premura per la sicurezza in uno dei pochi tratti ancora naturalisticamente integri e sgombri da attività antropiche. Un autovelox fisso (inizialmente erano due) è stato attivato da diversi anni anche dal comune di Ausonia (2600 abitanti). Sulle prime l’iniziativa aveva il sapore della vera e propria “gabola” perché su un viadotto privo di entrate laterali,  era  stato contestualmente abbassato a 60 km/h il limite di velocità originario di 90 km/h. Pare si temesse che l’installazione non sarebbe risultata altrimenti abbastanza “redditizia”. (In seguito tale limite è stato portato a 70 km/h.)

Spigno Saturnia (2900 abitanti) è stato il primo comune della zona a sperimentare i “velo-ok“, una sorta di evoluzione stradale del gioco d’azzardo: una serie di colonnine arancioni, disposte in successione e in modo sufficientemente ravvicinato, fra le quali solo una sarebbe di volta in volta equipaggiata per il rilevamento delle infrazioni di velocità. Pare che l’impiego di tali dispositivi non abbia solide basi giuridiche e che le eventuali sanzioni comminate in assenza di pattuglia siano facilmente impugnabili. Nondimeno il sistema, usato con discernimento e la parsimonia che non sembra avere avuto Spigno, si rivela efficace sia nel rendere il traffico sicuro e ordinato, sia nell’educare gli automobilisti a viaggiare a velocità costante senza sopravanzarsi. Spigno è stato seguito a ruota dal comune di Castelnuovo Parano (900 abitanti) che però nel suo territorio può vantare dei limiti di velocità risibili. A Castelnuovo non ci si è limitati ad impiantare i dissuasori in prossimità del solo breve tratto piuttosto densamente abitato, ma si è pensato bene di rallentare le auto fino a velocità di soli 40-50 km/h da mezzo chilometro prima a mezzo chilometro dopo. Del resto, se l’intento è far cassa, è proprio in “periferia” che di solito si riesce a cogliere in fallo qualche automobilista distratto.

Si esagera. La sicurezza è un valore, nulla da eccepire. Ma si comincia a toccare il fondo e a oltrepassare il ridicolo. Ormai i tempi medi di percorrenza della Cassino-Formia (almeno per chi non è un faccendiere, un camorrista o un politico con l’auto blu) son ritornati quelli degli anni ’50 o quasi. Eppure le automobili di oggi son progettate per viaggiare a circa 80 km/h. A questa velocità consumano meno ed inquinano meno. Ma abbiamo dimenticato a cosa servono le strade e perso di vista l’utilità collettiva. Può essere comprensibile che singole amministrazioni locali, quando sono contraddistinte da scarsa lungimiranza e mediocre senso dello Stato, rimangono in balìa delle proprie convenienze barbìne. Ma le altre istituzioni coinvolte, la Regione, i Prefetti… Che cosa fanno? Nella situazione di difficoltà economica che sta vivendo la nostra nazione, la filosofia del “si salvi chi può” (fregando il prossimo) evoca quella strofa del Canto degli Italiani che recita: “Noi siamo da secoli calpesti, derisi, perché non siam popolo, perché siam divisi”.

La SR 630 Cassino-Formia non appartiene a Castelnuovo, non appartiene a Spigno, non appartiene a Formia, non appartiene ad Esperia, non appartiene a Minturno, non appartiene neanche a Pignataro. La SR 630 appartiene a 60.626.442 italiani. Non è un giocattolo che comuni più o meno insignificanti (magari male amministrati per altri versi) possano utilizzare per rimpinguare le casse o acquistare un facile consenso con i propri elettori. Nello spirito con cui è stata concepita e realizzata, la SR 630 è una delle infrastrutture che serve a questo Paese perché la nostra economia possa competere con quella di altre nazioni; una risorsa pubblica che ogni giorno utilizzano decine di migliaia di cittadini che non si spostano per divertimento, quanto per studiare, lavorare e contribuire in vario modo anche al bene della collettività.

[Articolo apparso anche sul quotidiano “L’Inchiesta” il 08/01/2013] 

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giuseppe di siena

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Join the discussion 6 Comments

  • salvatore ha detto:

    da molto, troppo tempo, caro Giuseppe, i 60.626442 cittadini italiani non sono più portatori di diritti civici e civili, ma vengono considerati solo alla stregua di …pecore da tosare: da parte di comuni, regioni, e anche di uno stato centrale, famelici e senza morale, che peraltro su di noi ancora si regge.
    è ora che si ristabilisca la centralità dell’individuo e dei suoi diritti in una società più equa e giusta, e si smetta di considerlo solo come un bancomat erogatore e pagatore senza diritti e, soprattutto, senza dignità.

    smr

    • ANGELO RUGGIERO ha detto:

      CARO PEPPE,CONDIVIDO INTERAMENTE IL TUO SCRITTO CHE FORTUNATAMENTE HA PROPOSTO TEMATICHE SERIE E PUNTUALI CON GIUDIZI FORTEMENTE NEGATIVI NEI RIGUARDI DI QUEGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI CHE DOVEVANO TUTELARE LA FUNZIONE DI “SCORRIMENTO VELOCE” CHE è LA CARATTERISTICA DELLA STRADA REGIONALE 630 E CHE PER TALE NATURA E’ STATA ,ASUO TEMPO, FINANZIATA. COSTORO,INVECE,HANNO RIDOTTO LA SUPERSTRADA A “BANCOMAT” AUREO PER LE LORO FINANZE E ALIMENTATO DA IGNAVI CITTADINI CHE LI ELEGGONO A LORO ESATTORI. CHI E’ CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE STESSO. I CITTADINI CONSAPEVOLI SONO UNA MINORANZA. CORDIALITA’.

  • giuseppe ha detto:

    Condivido in pieno ormai per i Comuni interessati la strada è divenuta fonte di ricchezza!!!!

  • guglielmo roberto ha detto:

    Sono anche io una vittima. Essendo originario di Formia spesso vado a trovare i parenti quindi pur essendo molto attento ai cartelli di limitazione della velocità ho preso una multa perché andavo alla velocità di 64 km/h, 59 detratti 5 di tolleranza. Il Km 7+650 effettivamente appartiene alla miniera del comune di Interamina e ho scoperto dalla multa che c’é un centro abitato con, quindi, un limite di 50 Km/h.
    per ritirare la foto del delitto devo recarmi al comune i giorni martedì o giovedì dalle 9.00 alle 13.00. Siccome non ho nulla da fare e avendo la mia attività a 200 km di distanza…

    Credo la colpa sia del legislatore che pone troppa fiducia a coloro che amministrano la cosa pubblica creando un senso di disgusto e di non appartenenza alle istituzioni.

  • Giuseppe Di Siena ha detto:

    Dal sito IL.MESSAGGERO.IT
    (05/12/2013)

    LA RIVOLUZIONE DELL’AUTOVELOX IN CIOCIARIA: SPARISCONO DA MOLTE STRADE, ECCO LA MAPPA
    Spariscono i tratti della Casilina a Roccasecca, Castrocielo e Ceprano nonché quelli sulla Sr 630 all’altezza di Ausonia, Pignataro Interamna, Esperia, San Giorgio a Liri e Castelnuovo Parano e sulla superstrada Sora-Frosinone all’altezza di Boville Ernica. Non solo: cancellate anche quelle «strisce» d’asfalto sulla Casilina nei territori di Frosinone, Ceccano, Patrica e Giuliano di Roma, sulla superstrada Sora-Cassino all’altezza di Sant’Elia e Cassino, l’incrocio sulla Casilina a Ferentino nonché quelle sulla Casilina e sulla 155 ad Anagni. La prefettura di Frosinone vara la rivoluzione degli autovelox. Dopo l’invasione dei dispositivi fissi per il controllo elettronico della velocità registrata in Ciociaria, che aveva sollevato un vespaio di polemiche da parte degli automobilisti, arriva un altro decreto dell’Ufficio territoriale del Governo del capoluogo, stavolta a firma del prefetto Eugenio Soldà, che prevede una drastica riduzione delle postazioni fisse e mobili. Ecco dove gli autovelox, fissi e mobili, potranno rilevare l’alta velocità senza che venga fermato il veicolo: Sr 155/dir. «Raccordo di Fiuggi», nel territorio di Acuto, dal km 9 al km 14 in entrambe le direzioni; Sr Forca d’Acero nel territorio di Atina, al km 21+800 direzione Cassino-Sora e al km 21+590 direzione Sora–Cassino, e nel territorio di Belmonte Castello al km 27+930 in entrambe le direzioni; Sr 214 territorio di Monte San Giovanni Campano, al km 24+120 direzione Sora, e nel territorio di Veroli al km 17+800 direzione Sora-Frosinone. Tranne la prima, le altre postazioni erano già previste.

    Un GRAZIE a sua Eccellenza il Prefetto Eugenio Soldà.

  • Alfonso Bocchino ha detto:

    Ho ricevuto anch’io una multa preparata “ad arte” dal comune di Pignataro su un tratto di strada con centro abitato praticamente inesistente… per di piu’ mi contestano oggi 24 aprile di esser passato li in data 8 febbraio. Ovviamente senza far vedere nessuna foto per cui tocca andare a memoria o farmi un attimo 300 km x ritirare di persona la foto in questo comune amministrato da la..i. Ovviamente non mi resta che pagare…tanto si sa che la legge non e’ uguale x tutti…

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