Il Perlato Royal alla Fiera “Marmomacc” 2012

Dal 26 al 29 settembre 2012 si è svolta a Verona la 47 esima edizione del “Marmomacc” (International trade Fair for stone design and technology), una delle fiere più importanti a livello mondiale per l’industria dell’estrazione e della lavorazione dei materiali lapidei.

Quest’anno hanno partecipato 1.450 espositori  (il 60% proveniente da 57 Paesi esteri) e circa 56.000 visitatori, di cui circa 29.000 stranieri provenienti da 140 nazioni del mondo. Una prova che nonostante il calo del numero delle presenze (-14% rispetto al dato “pre-crisi” del 2007) l’Italia riesce ancora a difendere la storica attrattiva internazionale che detiene in questo primario settore economico.

Secondo Ettore Riello, presidente di Veronafiere, questa «è stata una edizione che ha ridato fiducia alle imprese. La pietra naturale ed i comparti ad essa collegati rappresentano un’eccellenza del manifatturiero made in Italy, con un importante valore all’export, di immagine e un patrimonio di conoscenze ed abilità proprie dello stile italiano».

Sterminata l’esposizione di semilavorati e prodotti finiti provenienti da ogni parte del mondo. Il visitatore che si fosse discostato un poco dalle mere implicazioni tecniche o commerciali, non avrebbe potuto che rimanere ammirato dalla varietà di pietre naturali disseminate sul pianeta Terra. Diverse nella consistenza e nella granulometria, nell’effetto tattile e nella finitura superficiale, nei motivi estetici dominanti o nelle variegate sfumature di colore. Un patrimonio inestimabile (ma esauribile!) che andrebbe amministrato in modo saggio, nel rispetto dell’ambiente, al solo fine di rendere piacevole la dimora umana sulla Terra stessa. In  proposito poteva risultare stimolante il padiglione 7B  “Marmomacc Inside” riservato all’architettura e al designer innovativo.

Grazie al Co.S.I.La.M., il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Lazio Meridionale,  per la prima volta anche il “Distretto industriale  del marmo e del lapideo dei Monti Ausoni” ha potuto avere una vetrina in questa cruciale rassegna  mondiale. Nel padiglione 8 è stato allestito uno stand nel quale la pietra calcarea di Coreno Ausonio (FR), rappresentata nelle sue proprietà estetiche di volume e di superficie, è stata sapientemente accostata alla Breccia Paradiso estratta nel comune di Esperia. Non pochi i visitatori che si sono soffermati su stralci di epistole vergate da Luigi Vanvitelli nella metà del XVIII secolo, in cui il celeberrimo architetto della Reggia di Caserta esprimeva il suo entusiasmo per la scoperta di una “cava di marmo bigio e bianco” sita proprio nel territorio di Coreno.

Durante la mattinata del 28/09/2012 nella sala “Mozart” del Palazzo Palaexpo si è tenuto un incontro sulle prospettive di rilancio del Distretto del marmo di Coreno. Il direttore del Cosilam Antonio Gargano, nel ruolo di moderatore, ha ricordato come gli occupati nell’estrazione, trasformazione e vendita della pietra locale siano più che dimezzati nell’arco di pochi decenni. E purtuttavia i 600 addetti  attuali costituiscono ancora una consistente realtà produttiva. Il Sindaco di Cassino (nonché Presidente del Cosilam) Giuseppe Golini Petrarcone ha osservato come sia importante far conoscere la pietra locale agli stessi abitanti del territorio limitrofo al distretto estrattivo. In proposito si è ripromesso di pavimentare con il Perlato Royal di Coreno l’ampia e suggestiva piazza del Tribunale di Cassino  (che è stato da poco salvato dalla scure dei tagli del Ministero della Giustizia). Il dott. Michele Giannattasio (direttore Ficei) ha lodato gli operatori economici per la loro tenacia in un momento di crisi. Il Presidente dell’Istituto Nazionale Revisori Legali dott. Virgilio Baresi ha messo in guardia su come ogni iniziativa pur bella, non serva a nulla se non viene divulgata, esortando ad una maggiore attenzione per la comunicazione.

Il dott. Luciano Consolati, esperto di distretti industriali, ha snocciolato i risultati di uno studio sulle criticità e sulle potenzialità del distretto laziale del marmo Perlato Royal di Coreno. I valori economici in gioco (ad esempio in termini di fatturato e investimenti) sarebbero piccoli in rapporto ad analoghi distretti presenti in Veneto, Toscana, Piemonte e Sardegna. E tuttavia, in un contesto ambientale poco favorevole per le imprese, non mancherebbero punti di forza: il know how consolidato in un’area circoscritta, l’elevata   specializzazione della manodopera; le strette interrelazioni tra gli imprenditori, la favorevole ubicazione geografica, una materia prima di indubbia qualità e pregio.
In un momento in cui pure le aziende del comparto hanno registrato un calo di domanda del 20-40% (2008-2011) il dott. Consolati suggerisce una serie di aspetti su cui si potrebbe  intervenire per un fattivo rilancio del distretto: innovazione del prodotto/processo, accesso al credito, specializzazione delle economie (che richiede però un aumento dei volumi), inserimento nel prodotto di un maggior contenuto immateriale (indispensabile un legame col mondo dell’architettura e dell’arte!), recupero degli scarti (su cui invero si è a buon punto), infrastrutture logistiche (come il porto di Gaeta), ricerca di nuovi mercati, internazionalizzazione, riconoscibilità e reputazione del prodotto, competenze manageriali, formazione e qualificazione di maestranze anche in ambito artistico. Si possono perseguire anche solo alcuni degli obiettivi, ma è indispensabile una governance unitaria del distretto e rimane centrale la collaborazione tra le imprese. Inoltre qualsiasi sia l’obiettivo prescelto è importante non abbandonare uno spirito pragmatico teso alla ricerca di un’efficacia che sia immediatamente percepibile nei bilanci finanziari degli operatori economici.

L’architetto Giacomo Bianchi, che ha ideato lo stand espositivo, ha descritto il suo legame professionale con il Perlato Royal Coreno rivelando di considerare le singole pietre alla stregua delle parole per uno scrittore. Per il Sindaco di Coreno  Domenico Corte il distretto del marmo è una ricchezza non solo per i comuni che ne fanno parte (Coreno Ausonio, Ausonia, Castelnuovo Parano, San Giorgio a Liri, Esperia, Pignataro) ma per l’intero territorio provinciale. Serve collaborazione tra le Istituzioni e il mondo economico, ma soprattutto serve cooperazione tra gli stessi imprenditori al fine di valorizzare un prodotto che è tra i migliori al mondo e che meriterebbe una visibilità alla sua portata. Il Sindaco ha anche ringraziato le aziende che pur avendo allestito uno stand proprio, non hanno fatto mancare il proprio sostegno all’iniziativa di promozione dell’intero distretto minerario.

L’imprenditore Pietro Zola, vice presidente del settore Attività estrattive di Unindustria Lazio ha auspicato una maggiore cultura imprenditoriale che porti gli operatori del settore a non ostacolarsi reciprocamente ma a collaborare e quindi a crescere. Ha ammonito che il competitivo mercato di oggi non tollera più i mediocri: semplicemente obbliga all’eccellenza. Anche il Sindaco di Esperia Giuseppe Moretti, osservando che si sta attraversando non solo una crisi economica, ma una crisi di valori etici, ha messo l’accento sulla necessità di un’azione sinergica. Infine ha concluso l’incontro Marcello Pigliacelli, neo-presidente della Camera di Commercio di Frosinone, riconoscendo il lavoro già intrapreso dal suo predecessore e invitando tutti a percorrere senza esitazione l’unica strada segnata.

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giuseppe di siena

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  • salvatore ha detto:

    Ingegnere, non m’intendo di fiere, ma dal tuo pezzo il dato che mi ha subito colpito è il numero di visitatori: 56.000, divisi per i 1.450 espositori. se ho fatto bene i conti fanno 38,6 visitatori per stand, poco meno di 13 al giorno per i tre giorni di fiera.
    mi pare un dato deficitario e altamente insufficiente, soprattutto rispetto alla quantità dei soldi che saranno stati spesi (anche dal Cosilam, se non sbaglio).
    tu, da tecnico, che mi dici al riguardo? puoi smentire il mio pessimismo?
    saluti.
    smr

  • Giuseppe Di Siena ha detto:

    Credo sia fuorviante misurare il successo di una fiera sulla base di questo rapporto. Nelle statistiche a volte si cita il numero di “buyers” (gli effettivi compratori) come un valore significativo.
    Ma un’esposizione internazionale come il Marmomacc non è un mercato rionale. Si partecipa anche solo per coltivare relazioni commerciali o per promuovere l’immagine di un’azienda, di un prodotto, di un territorio. Con effetti positivi di lungo periodo difficilmente apprezzabili nel breve.
    Non so come e quanti soldi siano stati spesi, ma non sarei pessimista sull’utilità dell’iniziativa (sarebbe un dato interessante il numero di contatti registrati dallo stand). Il Cosilam ha speso cifre ben maggiori in modi ben peggiori: si pensi alla rete wireless più estesa d’Italia che forse è anche la più inutilizzata d’Italia.
    Grazie del tuo contributo.

    P.s.: Se appena 1/10 dei visitatori si fosse soffermato 1 minuto nei pressi dello stand (magari solo per leggere gli stralci tratti dalle lettere del Vanvitelli, come capitava a molti passanti), vuol dire che sono stati raggiunti i “pensieri” di circa 5.600 persone. Se non un esercito, una “legione” di operatori del settore, i quali hanno scoperto (o ricordato) che nel Centrosud Italia esiste un’ottima pietra ornamentale chiamata Perlato Royal Coreno.

    • salvatore ha detto:

      sul cosilam stendiamo un velo pietoso: per il passato; per il presente e, soprattutto, per il futuro che ci aspetta, viste anche le recenti nomine.
      per quanto riguarda la fiera, io ho cercato di interpretare i dati ufficiali (che peraltro non si riferivano ai buyers, che statisticamente sono sempre meno dei visitatori; tu, mi pare, abbia risposto con un anelito che sa tanto di voce …ufficiale.
      da te mi sarei aspettato più coraggio.
      P.S. spero che quei 5.660 lettori del vanvitelli conoscessero già il perlato: che se passa ancora un po conosceranno solo la …polvere di perlato.

      • Conte ugolino ha detto:

        Cerca di fare una critica costruttiva o qualche proposta.
        Sei come di Pietro quando criticava Berlusconi.
        Ora di Pietro dice mia moglie non è’ mia moglie.

        • Giuseppe Di Siena ha detto:

          Neanche il consulente coinvolto, che pure sulla base della sua esperienza ha dispensato in più occasioni interessanti considerazioni e ottimi consigli, ha mai indicato quale singola iniziativa conviene intraprendere.
          Comunque, personalmente mi piacerebbe che si pensasse all’istituzione di una scuola-laboratorio dedicata alla lavorazione manuale della pietra e alla sua posa in opera. Per la collettività nel suo complesso (ma non necessariamente per i bilanci attuali delle aziende esistenti) sarebbe forse la cosa più utile nell’immediato e più promettente di positivi sviluppi in futuro.
          Mediante la formazione di schiere di eccellenti artigiani la scuola favorirebbe infatti la creazione di posti di lavoro proprio nell’ambito di impiego che dà maggiore valore aggiunto alla materia prima e con la maggiore incidenza della manodopera. Inoltre potrebbe diventare un polo di riferimento per artisti e designer di tutto il mondo, rinforzando al contempo altre attività economiche che basano la propria fortuna sulla promozione del territorio (ad esempio in ambito turistico-ricettivo).

  • Conte ugolino ha detto:

    Apprezzo molto il tuo impegno però’ purtroppo sul marmo di Coreno si fa molta demagogia politica che fa molto male al nostro paese.
    Velo pietoso sul Cosilam solo per cariche del PD.
    Di Pietro e Grillo sanno solo strillare e criticare Monti per le tasse .Con loro l’Italia era già’ fallita.

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