Se questa è una linea elettrica

E’ importante che le fronde degli alberi non vengano in contatto con i cavi delle linee elettriche di media o alta tensione quando queste attraversano un bosco. Nel settembre 2003 un black-out nazionale fu causato -pare- da un albero che era caduto su una linea elettrica che attraversava le Alpi svizzere. Ma c’è modo e modo di fare le cose. Dopo tutto l’intruso, (quello che dovrebbe “scusarsi” e chiedere “permesso” per stare dove sta) è il traliccio, non la pianta autoctona. Con un po’ di accortezza, non molta invero, ci si può limitare a potare i rami più alti e interferenti, lasciando sempre qualche alberatura di schermo in prossimità di un centro abitato, di un punto panoramico, di una strada frequentata.

Segare ovunque a zero una larga cintura di bosco col solo criterio di buttare giù tutto e proseguire più avanti, rivela quanto la nostra società sia arretrata nella percezione del valore dell’ambiente e del paesaggio. Sta a zero il dirigente del distributore elettrico che preordina un tale lavoro, il caposquadra che lo esegue in quei termini lasciando dietro di sé un obbrobrio, il Legislatore che consente uno scempio simile e poi magari mette in difficoltà un Comune che voglia realizzare un’opera pubblica o un privato che voglia erigere una casa,  se solo ci sono da abbattere due o tre alberelli.  Forse non stiamo messi molto meglio neanche noi cittadini del luogo, che scorgendo le motoseghe di estranei intente a un simile vituperio, non telefoniamo subito ai carabinieri: per oltraggio alla collettività.

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giuseppe di siena

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