Erano 3 anni che non facevo una capatina al Solarexpo, la più grande fiera italiana del settore fotovoltaico e delle energie rinnovabili. Fuori la stazione di Verona ci sono lievi disagi a causa di un corteo sindacale che sta defluendo, colorato di bandiere, verso il centro. Quando l’autobus navetta finalmente ci raggiunge, mi accorgo che i passeggeri sono in massima parte giovani e studenti universitari. Un segno anche questo del grado di innovazione rappresentato negli ultimi anni dalle fonti energetiche rinnovabili. In fiera mi sorprende subito l’affluenza notevolissima. Ovunque è un formicolare di persone. Nel primo padiglione una sala ospita -gremita- un convegno su una materia che pure è ancora insolita per l’Italia: lo sfruttamento energetico delle biomasse.

Gli espositori son circa 1400 (+ 55% rispetto a 3 anni fa). Numerosi quelli che propinano a vario titolo pannelli solari termici o fotovoltaici. In genere ciascuno asserisce di aver adottato accorgimenti nuovi  o di aver raggiunto in qualche modo prestazioni superiori. Tra le altre, riconosco alcune aziende che nel 2008 avevano uno stand dall’aria quasi familiare, e che ora si presentano invece in modo più spavaldo e generoso. La  Azimut Srl di Vicenza ad esempio, specializzata nella produzione di moduli fotovoltaici. La stessa signorina che ritrassi in una foto dell’edizione 2008 mi spiega che l’azienda ha vissuto una sorta di boom a partire da un paio di anni fa; 24 gli operai attualmente impiegati. Nel settore fotovoltaico si registrano tendenze nuove, come le serre fotovoltaiche, presentate dall’italiana Exalto o la multinazionale Solyndra: strutture realizzate con elementi tubolari nei quali sono annegate lamine di silicio amorfo e che, applicate su un tetto piano, sarebbero in grado di assorbire anche la luce riflessa. Altre applicazioni cercano di attenuare, con diversa efficacia, l’impatto del fotovoltaico nei tetti dei centri storici.

Sta aumentando l’offerta di impianti micro-eolici. L’azienda Mact di Pesaro, nell’intento di migliorare gli aspetti estetici, ha realizzato dei rotori con le pale in elegante legno multistrato: 3,2 m di diametro e potenza di circa 2 kW. Altri espositori propongono mini impianti ad asse verticale, anche di varia e insolita concezione. Un rotore ad asse verticale ha in generale un rendimento inferiore, ma anche importanti vantaggi: come l’indipendenza dalla direzione del vento e una produttività apprezzabile già a bassi regimi.

Sebbene non se ne vedano molti in giro, sembra stia aumentando anche l’offerta di veicoli elettrici. Un padiglione era riservato proprio alla mobilità sostenibile. Per una Fiat 500 di nuovo design, con motore elettrico di 15/30 kW e batterie con capacità di 22 kwh, si dichiaravano 145 km di autonomia e una velocità massima di 115 km/h. Le auto vengono messe in vendita anche con annessa pensilina per la ricarica fotovoltaica. I prezzi però sono ancora poco competitivi.

Forse la novità che più mi ha colpito è rappresentata dallo straordinario sviluppo del fotovoltaico a concentrazione. Tre anni fa ricordo che se ne faceva promotrice, con un piccolo stand, solo la Cpower di Ferrara. Quest’anno diverse aziende avevano impiantato, sia all’interno dei padiglioni che nell’area all’aperto, grandi strutture orientabili che facevano uso proprio di questa tecnologia. Il fotovoltaico a concentrazione sfrutta l’uso di specchi paraboloidi per convergere la luce solare incidente una superficie più ampia su uno spot di ridotte dimensioni (con un rapporto 1:1000). In questo modo, a parità di superfie irraggiata, occorre solo lo 0,1% del silicio che sarebbe necessario per i pannelli più comuni e anzi questa placchetta (di pochi millimetri) può essere realizzata con accorgimenti costruttivi particolari che raddoppiano quasi, il miglior rendimento ottenuto con i moduli tradizionali. Un rappresentante spagnolo della Solfocus ne appariva entusiasta, e anzi asseriva che questo sistema, più di altri, è suscettibile di avere ulteriori importanti incrementi di efficienza nel prossimo futuro.

I visitatori di questa XII edizione sono stati 71.950 contro i 55.000 di 3 anni fa (+4% rispetto all’edizione del 2010). La superficie complessiva occupata è stata di 130.000 metri quadri (11 padiglioni), i giornalisti accreditati 325.  Al termine della manifestazione, il direttore scientifico dell’evento Luca Zingale, ha dichiarato in una nota per la stampa che  “Solarexpo e Greenbuilding con i loro numeri hanno confermato la forza delle aziende del comparto della Green Economy. Capacità imprenditoriale e vitalità inimmaginabili solo pochi anni fa. Il nuovo paradigma energetico è ormai affermato e la strada è tracciata”.

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giuseppe di siena

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