II Concorso nazionale di poesia “Da un popolo a una nazione”

Sabato 26 marzo 2011 si è tenuta nella sala polifunzionale del Municipio  la cerimonia di premiazione del 2° concorso nazionale di poesia indetto dal Comune di Coreno Ausonio con il patrocinio della provincia di Frosinone e del Consiglio Regionale del Lazio. L’anno scorso il tema  fu “L’olocausto”. Nella ricorrenza del 150° anniversario dell’Unità d’Italia il titolo di questa seconda edizione è stato “Da un popolo a una nazione“.

Tra i relatori che hanno animato la pubblica premiazione il professore Nilo Cardillo, già Preside del Liceo Classico di Formia (LT), si è cimentato in una breve digressione sulla storia del Risorgimento italiano, con accenni a personaggi illustri del piccolo centro Ciociaro. Come  il musicista Cherubino Coreno (1713-1758), un maestro di flauto traverso che ha suonato nell’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli sin dall’anno della sua fondazione (1737), nel secolo in cui la città partenopea arrivò ad essere, con i suoi intellettuali, le sue università, le sue scuole mediche, la più bella e culturalmente la più avanzata d’Europa.
Il professore ha redarguito ogni tendenza divisionista, lodando  piuttosto la pervicacia con cui il Presidente Napolitano ha  voluto i festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, e l’entusiasmo con cui gli stessi sono stati accolti dalla città di Torino. Del resto importanti attestati di rispetto (con tutta la loro carica morale prima ancora che politica), son giunti dal Presidente Barack Obama, il quale ha riconosciuto con un decreto persino, il valore festivo della ricorrenza dello scorso 17 marzo anche per gli italo-americani e per gli Stati Uniti.
Per Nilo Cardillo la cerimonia organizzata dall’amministrazione di Coreno ha una valentissima azione pedagogica. Essa si configura come un’operazione culturale, un impegno civile che consente di riappropriarsi del significato di parole che sono archetipi della storia umana: memoria e futuro, storia e progresso, tempo, utopia, speranza. “Viaggiare con speranza è meglio che arrivare” diceva lo scrittore R.L. Stevenson. Un concetto ben rappresentato dai sogni che animano i profughi del Maghreb  proprio in questi giorni, mentre cercano di guadagnare l’Italia su malfermi barconi. Uomini privi di ogni bene materiale eppure apparentemente più vivi e felici di tanti italiani divorati dagli psicofarmaci.

Il presidente della giuria di valutazione, il poeta Tommaso Lisi, prima di procedere alla proclamazione dei vincitori, ha tenuto a leggere la missiva giunta dall’Istituto Comprensivo di Cigliano (VC), con la quale tre insegnanti (F. Perini, S. Ravetto, F. Pegorin) hanno accompagnato gli elaborati di partecipazione preparati dai ragazzi delle classi I, II e III media. La giuria, sensibilmente toccata da questo impegno che ha avuto il merito, tra le altre cose, di avvicinare un piccolo paese del centro Sud con un borgo non molto più popoloso del Nord Italia, ha assegnato il terzo premio proprio ad una delle alunne di terza media, la studentessa Veronica Vercellone, per la poesia “Pensiero Autobiografico“. “In tal modo la giuria -ha spiegato Lisi- ha inteso riconoscere, insieme alla stupefacente facoltà visionaria e di sintesi della ragazza, la straordinaria iniziativa della sua scuola di appartenenza“. Il secondo premio è stato conferito ad Alberto Canfora di Roma per la poesia in dialetto romanesco dal titolo “Banniera“. Nel componimento il poeta si chiede, in un testo non privo di amarezza, commozione e sarcasmo,  per chi sono realmente morti coloro che hanno perso la vita sotto le insegne della bandiera italiana se, in tanti oggi, sembrano irridere ai valori che essa rappresenta. Il primo premio è stato consegnato alla professoressa Franca Calcabotta Sirica, di Monza. Con la poesia “Sussurro il tuo nome” l’insegnante rievoca  una serie di vicende, anche leggendarie o di carattere colto e letterario, legate alla storia patria.

Le tre poesie premiate, assieme ad altre 14 prescelte come finaliste, son state pubblicate in una piccola antologia in distribuzione gratuita. Tra coloro che sono stati segnalati, erano presenti in sala alcuni che hanno letto i loro componimenti: Sabrina Balbinetti (Centocinquantanni e nun sentilli), di Roma; Giuseppe Quirino (Mater Familias), di Coreno; la giovane Rosamaria Coreno (Figlia di una Donna), di Coreno. Il Sindaco Domenico Corte ha espresso la sua più viva soddisfazione per il positivo riscontro di partecipazione avuto sia a livello locale che nazionale, osservando come questa volta,  a differenza dello scorso anno, tutte le Regioni d’Italia abbiano partecipato con almeno un concorrente. Una circostanza simbolica che può alludere proprio al Risorgimento, ovvero a quella cronistoria dell’unione -per parafrasare qualche verso romanesco della Balbinetti-  che riuscì, come una sarta, a mettere insieme ogni italiana Regione.

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giuseppe di siena

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