Maddalena, marcia per l’Italia

Il nome di “Coreno Ausonio” ben stampigliato sul petto, sin da quando è partito, in questa straordinaria camminata attraverso le Regioni italiane, il 3 novembre scorso, dalla Piazza Unità d’Italia di Trieste con il molo dei bersaglieri davanti, presenti labari e bandiere di ogni rappresentanza militare. Sulla tuta di Michele Maddalena (classe 1940, insegnante in pensione), ben in vista anche il nome di Formia  (Lt) sua città natale,  dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo, della Scuola Nautica della Guardia di Finanza, dell’Istituto Nazionale del Nastro Azzurro, un ente morale fondato nel 1923 che richiede ai suoi associati, tra le altre cose, “la rigida osservanza delle leggi dell’onore e del dovere in ogni atto della vita privata e pubblica”. Il Sindaco  di Coreno Ausonio (Fr), Domenico Corte, al suo arrivo  nel centro del paese, alle ore 12 del 10 dicembre 2010, lo ha omaggiato di un fascio di fiori che il “maratoneta” ha subito deposto ai piedi del Monumento ai caduti in guerra.

A Coreno lo legano persone ed amicizie, ma un vincolo speciale si è saldato “in una splendida sera dello scorso agosto -ricorda Maddalena-  un’immagine di serenità e amore che porto negli occhi e nel cuore“. In quella circostanza era venuto a Coreno Ausonio per presentare pubblicamente il libro “La maledizione di Lucia”, un racconto ambientato nella seconda metà del XIX secolo nella cui trama fa capolino anche il corenese Giovanni Costanzo, uno dei cinquecento soldati che morirono in Abissinia nella battaglia di Dogali il 26 gennaio 1887. Il sacrificio di quel massacro è ricordato dall’omonima piazza di fronte alla Stazione Termini di Roma.

La marcia del prof. Michele Maddalena si è snodata per oltre un migliaio di kilometri, non di rado sotto una pioggia incessante. Da Trieste a Redipuglia, poi Gorizia, Udine, Pordenone, Vittorio Veneto, Trento, Bassano del Grappa, Treviso, Venezia, Mestre. “”L’indomani mattina, fresco e riposato, attraverso il ponte della Libertà -racconta Maddalena- e vado alla sede della Regione Veneto. Devo faticare non poco per far capire, ad una signora della Segreteria del Presidente, quello che sto facendo. La signora prende la pergamena e va via. Dopo oltre un’ora torna per dirmi che il Presidente non c’è perché è sulle zone alluvionate. “Comunque noi non vi abbiamo mai autorizzato -aggiunge la donna- ad utilizzare lo stemma della Regione. Anche per fare la fiera della zucca occorre il permesso. Per cui lei deve togliere lo stemma dalla pergamena.” Alla mia precisazione che detto stemma è stato prelevato da internet, la signora ribadisce la faccenda della zucca e aggiunge che a giorni si riunirà la Giunta Regionale per deliberare che la Regione Veneto non aderisce all’iniziativa. Non raccolgo l’adesione del Presidente Zaia, -si rammarica Maddalena- ma l’episodio imprime alla mia marcia il crisma di cosa giusta e sacrosanta“”.
Uno spaccato impietoso delle distanze. Tra le diverse Regioni italiane certo, tra il Nord e il Sud della penisola, ma  forse soprattutto tra il mondo quotidiano delle persone e quello fanatico e dorato dei palazzi della politica di propaganda.

A Rovigo Maddalena trova un clima più cordiale: il Presidente della Giunta Provinciale lo incarica di portare i suoi saluti ai polesani dell’Agro Pontino. Poi la marcia tocca Reggio Emilia (città della bandiera tricolore), quindi Bologna con arrivo in Piazza del Nettuno, con la scorta dei Vigili Urbani e l’occhio curioso della gente. Si continua con Rimini e Senigallia, sotto la pioggia. Ad Ancona si tiene una breve cerimonia nella sede della Regione Marche. La marcia prosegue quasi senza sosta tra Fossato di Vico e Ponte San Giovanni. La Presidente della Regione Umbria è la prima che firma personalmente la pergamena. Poi fino a Rieti finalmente il sole. Quindi  il tratto da Cassino a Coreno. La marcia riprenderà il 19 dicembre da Antrodoco a L’Aquila.

Coraggio e incoscienza” tra le motivazioni di questa impresa, ammette  lo scrittore. Ma nel 150° dell’unità d’Italia quello di Michele Maddalena vuole essere prima di ogni altra cosa “un messaggio di italianità da far sottoscrivere ai Presidenti di tutte le Regioni affinché l’Italia sia una Nazione libera, democratica e indivisibile“.
Anche in ricordo dei tanti soldati caduti nelle guerre. Quasi tutti non avevano raggiunto i trent’anni – osserva Maddalena. E la maggior parte di costoro, a dispetto di certe velleità separatiste di oggi, (un po’ come  il nostro Giovanni Costanzo) venivano  dal Meridione.

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giuseppe di siena

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Join the discussion 2 Comments

  • Salvatore ha detto:

    Ho assistito alla presentazione del libro “La maledizione di lucia” del prof. Maddalena questa estate (gran bella manifestazione).
    Ma non sapevo nulla della sua “impresa”.
    Grazie Giuseppe per averne reso conto.
    Per diventare un paese “normale” l’Italia ha bisogno anche di questi eroi “normali”.

  • giuseppe nardozi ha detto:

    Conoscendo da tempo l’autore dell’articolo mi sembra strano che non vi siano critiche al nostro PRESIDENTE DEL CONSIGLIO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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