Nucleare: meglio aspettare tecniche più moderne

Caro Beppe, non è vero che “tutti i paesi occidentali ricorrono all’energia nucleare”. E’ vero piuttosto che tutti vi sono ricorsi in passato. I motivi possono essere stati diversi, tra gli altri sicuramente il desiderio di sviluppare una tecnologia potenzialmente necessaria ad esigenze belliche. Il nucleare è una scelta IRREVERSIBILE, le cui conseguenze (comprensive di rischi e di spese di gestione delle scorie) si trascinano a tempo indefinito. Non è affatto scontato che si tratti di una scelta economicamente conveniente, anzi. Molti esperti, valutati anche i costi non evidenti, asseriscono risolutamente il contrario. Da te non mi aspetto la giustificazione banale: “ma se succede un incidente in Francia…”. Dovremmo consolarci col “mal comune mezzo gaudio”?
La centrale di Chernobyl ha contaminato mezza Europa, ma il disastro nei dintorni di 30 km è stato BEN PEGGIORE del danno causato a 300 km, o  3000 Km. In proposito, vista la conformazione della nostra penisola e che l’Africa e la penisola balcanica non ospitano centrali nucleari a noi vicine, la gran parte del territorio italiano attualmente è abbastanza al riparo da qualsiasi centrale attiva. In Sicilia, per dirne una, il rischio ce lo andremmo a portare solo noi. Io non ho molta contrarietà se in Francia si continua a sfruttare l’energia nucleare. Ne hanno fatto una scelta di sistema sotto l’assioma di una presunta indipendenza energetica. Oggi ne pagano conseguenze non previste, ad esempio il forte aumento del rischio terroristico. In ogni caso difficilmente i francesi possono tornare indietro sui loro passi. Ma l’Italia, in attesa della più rassicurante fusione nucleare, o delle celle fotovoltaiche nanostrutturate cui accenni tu stesso, fa ancora in tempo a fare scelte energetiche più accorte, magari meno gestibili centralmente con fini ambigui, ma più diffuse sul territorio e virtuose per il sistema Paese.

Pubblicato oggi nella rubrica Italians curata da Beppe Severgnini

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giuseppe di siena

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  • Anna ha detto:

    La penisola balcanica non ospita centrali nucleari a noi vicine…a parte Krsko!

  • Domenico ha detto:

    Sono completamente daccordo…. come sempre il problema nasce dove c’è poca informazione.
    In passato abbiamo fatto bene a dire no al Nucleare, anche se forse lo abbiamo fatto un po per paura. Adesso dobbiamo continuare a mantenere questa decisione però è necessario informare e giustificare bene il motivo del no…. i populismi viaggiano veloci con la mancanza di informazione e sicuramente essere al 72esimo posto in quanto a libertà di stampa non aiuta….

  • Giuseppe Di Siena ha detto:

    Le email che ho ricevuto a seguito della pubblicazione dell’articolo sulla rubrica del Corriere della Sera on line.

    1) Certo che il danno a 30 Km è peggio che a 300 o a 3000.
    Ma se un danno a 3000 ci è stato causato, si figuri a 300.
    Risultato: se esplode una centrale in Francia, sono dolori, e tanti.
    Quindi così io ho solo i rischi, ma nessuno dei vanataggi. Invece i francesi, oltre ai rischi hanno i vantaggi – energia a basso costo ed eccedenza venduta a noi-.
    La maggiorparte dell’Italia è lontana da centrali attive…
    Scusi, ma lei in che Italia vive?
    Ci sono centrali in Francia, Svizzera, Slovenia, Cekia – che non è poi così lontana-, Spagna – che dalla liguria dista meno che Milano da Napoli.
    S.C.

    2) Signor Di Siena,
    quest’errore della storia moderna e catastrofe antropologica definita da molti “Italia”, ha l’energia elettrica più cara del mondo e su questo dato vorrei che Lei mi smentisse.
    Un paio d’anni fa, la posa di un fringuello o pettirosso sul cavo dell’alta tensione di energia nucleare sapientemente importata dalla canaglia italiana, ha causato i danni che tutti ricordiamo.
    Abito a 125km dalla centrale nucleare slovena di Krško, una delle ultime a progettazione sovietica e la mia regione autonoma socchia da detti generatori milioni di KWh. Senza quella centrale mezzo FVG sarebbe al buio, così come Lubiana e Xagabria. In una giornata di boram qualora si verificasse un incidente, saremmo ivestiti dalle radiazioni in poco meno di un’ora, il tempo di fare le ultime preghiere.
    A me quella centrale non fa affatto paura perché è in mani sicure, così come le tedesche e francesi.
    Ciò che mi fa paura è il fatto che abito a 70km dalla base statunitense di Aviano. Gli invasori custodiscono nei loro bunker nel 2.500 bombe, ciascuna delle quali è il doppio di quelle di Hiroshima. Nessuno che parli dei rischi di tali presenze, comprese le testate nucleare stipate nella siciliana Sigonella, a poche decine di km dagli arabi.
    Dire che la penisola italia è abitata da popoli coglionazzi è solo un eufemismo, no?
    Con stima, porgo i mei saluti,
    F.K. – Udine

    3) Allego un mio e-mail ad un lettore sempre sul nucleare ed aggiungo poche considerazioni:
    Africa e Penisola balcanica
    Non hanno bisogno di grandi quantita´ di energia elettrica a differenza dell´Italia che oggi importa il 18% del fabbisogno di energia elettrica dall´estero e cioe´ da centrali nucleari….
    Fusione nucleare
    Euratom e´ arrivato nel centro di Oxford alla fusione….ma non si riesce ad “industrializzare” il prodotto e pertanto non si riesce a sfruttare industrialmente tale potenzialita´ per ragioni di temperature e di materiali
    Solare e FV
    prego leggere le considerazioni allegate.
    Saluti
    M.L.

    4) Ti sei dimenticato di menzionare la centrale di Krsko in Slovenia a circa 100 km dal confine con l’Italia.
    Saluti da Seattle
    Carlo

    5) Caro Giuseppe,
    Mi permetta di reagire alla lettera che Le e stata pubblicata sul corriere qualche giorno fa.Sono personalmente convinta che il nucleare sia oggi come oggi la scelta piu ecologica esistente. Un matrimonio necessario, mi spiego?
    Un pannello fotovoltaico o un mulino a vento puo rendere una casa, o forse addirittura un piccolo paese, indipendente, ma come concetto energetico di uno stato fallisce. Crede che la Fiat o la Anslemo Breda possa andare avanti a mulini a vento?
    Vengo da un paese che al crollo del blocco sovietico concentrava il maggior numero dell’industria pesante pro capite al di la della cortina. Inoltre sono nata in una zona che ospitava industria pesante (tuttora credo che usti nad labem sia l’unico posto in europa che ha un enorme produzione di sostanze chimiche di ogni tipo in centro citta), miniere di carbone e ovviamente centrali a carbone. Tutto cio si trova in una conca in una zona piuttosto fredda, quindi tutti i gas di scarico rimanevano nella valle e non usciva mai niente. Quando ero piccina mi ricordo settimane intere di scuola sospesa per delle nebbie fitte gialle che ci impedivano di uscire fuori casa. Come risultato, tutti noi nati in quelle zone abbiamo preso in eredita allergie di ogni tipo. Per non parlare delle mutazioni che ha subito il paesaggio a causa di estrazione di carbone.
    Poi dopo la rivoluzione e cambiato tutto. Con aiuto degli americani abbiamo finito la costruzione di temelin, una delle due centrali nucleari che abbiamo e che riescono a coprire l’intero fabbisogno del paese andando a meta della capacita produttiva, inoltre la repubblica ceca e uno dei maggiori esportatori di energia in europa. Ma soprattutto, la maggior parte delle centrali a carbone furono chiuse, e in vent’anni la mia zona ha subito una rinascita. La natura nelle montagne si e rigenerata, e quando vado a trovare i miei, non mi viene piu da piangere quando faccio le passeggiate nei boschi. (e la assicuro, il mio paese non ha mai avuto intenzioni belliche)
    Per quanto riguarda cernobyl, era un reattore di 16 metri o giu di li di diametro, mentre gli reattori attualmente in funzione hanno un metro e mezzo massimo. Mi permetta un’ironia, non riesco a convincermi, oltrettutto, che le cose che succedevano nell’unione sovietica facessero testo.
    La correggo, in Slovenia ci sono centrali nucleari attualmente attive.
    E mi permetto un’ulteriore ironia, e mi creda, non intendo offendere nessuno. Sono abbastanza d’accordo con Lei sul non costruire centrali nucleari in italia. Nel passato vi furono gravi danni a costruire le dighe, meglio non pensare a cosa potrebbe succedere se si tentasse di costruire centrali nucleari. Ma soprattutto sono abbastanza scettica pensando a quale sorta di persone andrebbe in mano l’incarico di construirle.
    Cordiali saluti da Praga,
    Katerina

    6) Non é vero, sono ripartiti programmi per il nucleare in quasi tutti i Paesi progrediti e non malati di ideologia!
    Si’ noi aspettiamo, aspettiamo ancora, aspettiamo Godot al freddo e pagandi l’energia cinque volte tanto che in Francia, per esempio! Ma noi siamo i piu’ intelligenti, colti e furbi! Lo sta a dimostrare il nostro stato economico, sociale, politico ed umano!!
    Siamo solo dei grandi produttori di Mafia, ma intanto aspettiamo, aspettiamo , aspettiamo!!!!!
    Andrea

  • Teresa Richart Francés ha detto:

    Siento no comentar el artículo, pero sólo quiero contactar con Doménico di Siena para preguntarle cómo terminó el trabajo de investigación “tutelado por el profesor
    José Miguel Fernández Güell en el ámbito de mi doctorado de Urbanismo en la Universidad Politécnica de Madrid” que parece tubo su inicio sobre 2009. Estoy interesada por conocer en concreto las conclusiones del trabajo, por un trabajo de investigación que estoy realizando como finalización de mi capacitación investigadora y el inicio de mi futura tesis doctoral.
    Si por favor se pudiera poner en contacto se lo agradecería.

    Un saludo,

    Teresa Richart Francés
    Arquitecta
    Departamento de Urbanismo
    Universidad Politécnica de Valencia

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